È morto Hulk Hogan, leggenda del wrestling. Trump: "Ho perso un grande amico"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Hulk Hogan, nome d’arte di Terry Bollea, è morto a 71 anni nella sua casa di Clearwater, in Florida, dopo un arresto cardiaco che ne ha stroncato la vita nelle prime ore del mattino. La polizia locale, intervenuta sul posto, ha escluso qualsiasi attività sospetta legata al decesso, confermando che si è trattato di cause naturali. Ricoverato già da alcune settimane per problemi di salute non specificati, l’ex wrestler aveva visto peggiorare le sue condizioni, alimentando le preoccupazioni tra i fan che lo avevano seguito in decenni di carriera.
Trump, che aveva ricevuto il suo sostegno pubblico durante la campagna elettorale, lo ha ricordato su Truth Social definendolo "un grande amico" e lodandone la lealtà. "Era 'Maga' fino in fondo, duro, intelligente ma anche con un grandissimo cuore", ha scritto il presidente degli Stati Uniti, citando il discorso che Hogan tenne alla convention repubblicana del 2024, dove appoggiò senza riserve la sua candidatura. Il legame tra i due, stretto negli anni, era noto, così come l’impatto che l’atleta ebbe nel trasformare il wrestling in un fenomeno globale.
Con la sua bandana, i baffi iconici e un fisico scolpito, Hogan dominò gli anni ’80 e ’90, diventando il volto della WWE – allora WWF – e trascinando milioni di spettatori in match entrati nella storia. La sua capacità di intrattenere, unita a una presenza scenica senza eguali, fece di lui non solo un lottatore, ma un simbolo della cultura pop, capace di attraversare confini e generazioni. Le sue battaglie epiche, come quelle contro André the Giant o Randy Savage, rimangono impresse nella memoria collettiva, così come il suo caratteristico saluto al pubblico, con la mano a conchiglia all’orecchio.




