Como, Verona e Inter: il sabato della serie A tra rimonte, sofferenze e fuga solitaria

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La ventisettesima giornata del campionato di serie A, disputatasi in questo sabato che prelude al consueto turno domenicale, ha offerto spunti di analisi notevoli, delineando ulteriormente i contorni di una classifica che inizia a prendere forma. Al Sinigaglia, il pubblico lariano ha assistito a una rimonta che porta la firma di Cesc Fabregas, con il suo Como che ha ribaltato il Lecce con un perentorio 3. I salentini, passati in vantaggio con Coulibaly, sono stati travolti nella prima frazione di gioco da una reazione veemente dei padroni di casa, i quali hanno chiuso i conti già prima dell'intervallo grazie alle reti di Douvikas, Rodriguez e Kempf. Una vittoria che assume un peso specifico rilevante, considerando il momento di forma della squadra e la sua posizione in classifica, ora attestata a quota quarantotto punti.

Intervenuto ai microfoni nel post-partita, il tecnico spagnolo ha voluto sottolineare la maturità del suo gruppo, un concetto che gli sta particolarmente a cuore. “Sono tre punti pesanti per noi – ha esordito –, diamo continuità a prestazioni importanti contro Milan e Juventus”. Fabregas ha poi speso parole significative per descrivere la crescita mentale dei suoi ragazzi, ammettendo di aver detto loro: “Sono sereno, so che sapete riconoscere gli errori e alzare il livello”. Un passaggio, questo, che richiamava implicitamente la lezione imparata dopo la sconfitta contro la Fiorentina, un episodio che il mister ha definito una lezione per una squadra intelligente, capace di non inciampare due volte nello stesso errore. A chi gli chiedeva ragione dell'assenza dal primo minuto di Nico Paz, il gioiello argentino tenuto a riposo in vista dei prossimi impegni, Fabregas ha glissato con una risposta secca e volutamente ermetica, parlando di “scelta privata, a livello di cultura nostra” e ribadendo il concetto che il collettivo viene prima di ogni singolo.

Lukaku firma la legge del più forte al Bentegodi e l'Inter non sbaglia

Ben più tormentato è stato il cammino del Napoli di Antonio Conte, costretto a sudare fino all'ultimo respiro del recupero per avere ragione di un Verona aggrappato alla speranza di una salvezza che pare ormai un miraggio. Al Bentegodi, gli azzurri erano passati in vantaggio dopo appena cento secondi con Hojlund, salvo poi farsi raggiungere nella ripresa da Akpa Akpro. Quando il pareggio sembrava ormai scritto e i tre punti stavano per lasciare l'amaro in bocca alla squadra di Conte, è salito in cattedra Romelu Lukaku. All'ultimo dei novasei minuti, l'attaccante belga ha ribadito in rete da pochi passi un cross di Giovane, regalando una vittoria pesantissima e segnando la sua prima rete in questa stagione di serie A dopo il lungo infortunio. Un successo che consente al Napoli di mantenersi in scia alla Roma nella lotta per un piazzamento Champions, approfittando proprio del passo falso dei giallorossi contro la Juventus.

La risposta della capolista, però, non è tardata ad arrivare. A San Siro, l’Inter di Cristian Chivu ha liquidato la pratica Genoa con un 2-0 che porta la firma di Dimarco e Calhanoglu. Il primo, con un gran gol al volo sul finire del primo tempo, ha sbloccato una partita che i nerazzurri hanno sempre controllato; il secondo, su rigore nella ripresa, ha chiuso i conti e permesso alla Beneamata di incamerare l'ottava vittoria consecutiva in campionato. Con questi tre punti, la squadra di Chivu sale a quota sessantasette, allungando momentaneamente a più tredici sul Milan secondo, e si candida sempre più come la principale indiziata alla vittoria finale del torneo.

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