Minniti: "Il piano Mattei è la chiave per una cooperazione paritaria tra Europa e Africa"
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Redazione Interno
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"Segna un cambio di paradigma: non più un rapporto di neo-colonialismo, ma una collaborazione alla pari". Con queste parole Marco Minniti, presidente di Med’Or, ha definito il piano Mattei durante un incontro a Taormina dedicato al Mediterraneo allargato, ribadendo che il bacino del Mediterraneo rimane "il centro degli equilibri geopolitici mondiali". Secondo l’ex ministro, l’impegno dell’Italia verso l’Africa non deve essere dettato dalla carità, bensì dalla consapevolezza che i destini dei due continenti sono ormai indissolubilmente legati.
La stessa visione è emersa dal vertice italo-africano tenutosi a Roma il 20 giugno, dove governo e Commissione europea hanno confermato il partenariato strategico nell’ambito del piano Mattei e del Global Gateway dell’Ue. L’obiettivo, come si legge nella dichiarazione congiunta, è promuovere una crescita sostenibile e una cooperazione reciprocamente vantaggiosa, lontana dalle logiche del passato.
Sul tavolo, undici accordi per un valore complessivo di 1,2 miliardi di euro, già anticipati dal Sole 24 Ore, oltre a un progetto innovativo sulla conversione del debito delle economie africane. All’incontro, ospitato a Villa Doria Pamphilj, hanno partecipato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, e rappresentanti di Angola, Zambia, Repubblica Democratica del Congo, Tanzania e Unione africana, insieme a istituzioni finanziarie come la Banca mondiale e il Fondo monetario internazionale.
"L’Africa è un continente nel quale, più che altrove, si gioca il nostro futuro", ha dichiarato Meloni, sottolineando come l’Europa abbia la possibilità – e la responsabilità – di fare la differenza. Un concetto ripreso anche da Minniti, che ha insistito sulla necessità di superare dinamiche assistenzialiste per costruire invece relazioni strutturali, capaci di generare sviluppo condiviso.




