Fuga dei cavalli a Roma, la poliziotta disarcionata: «Ha scalciato all'improvviso. Ci tenevo molto ad esserci»

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INTERNO

Redazione Interno Redazione Interno   -   Emanuela Nardelli, cavaliere del 4° Reggimento della polizia, si è svegliata. Gli antidolorifici che fino a sabato sera le avevano reso difficile anche solo dire qualche parola, hanno finalmente fatto effetto, così come la vicinanza dei tanti colleghi che le sono stati vicini in queste ultime ore fin dal primo momento del ricovero.

Un sostegno necessario, questo, perché lo spavento è stato forte quanto la delusione per essere stata costretta – suo malgrado – a saltare un appuntamento per lei così importante come la parata del 2 giugno. corriere +3

La sua testimonianza, raccolta nei corridoi dell'ospedale, restituisce il clima di quel venerdì notte quando tutto è precipitato. "Il cavallo ha scalciato all'improvviso, io non ho avuto nemmeno il tempo di rendermi conto di quello che stava succedendo", racconta con la voce ancora rotta dalla fatica, aggiungendo che "ci tenevo moltissimo a esserci" a quell'evento per cui si era preparata a lungo. corriere +3

La notte di terrore a Caracalla

Era appena passata la mezzanotte quando una batteria di botti – accesi, secondo le prime ricostruzioni, da un gruppo di agenti della polizia locale – ha infranto il silenzio dell'area archeologica delle Terme di Caracalla, dove erano schierati una trentina di cavalli in attesa delle prove generali della parata.

Nel giro di pochi secondi, il panico si è diffuso tra gli animali, che si sono dati alla fuga in massa sulla via Cristoforo Colombo, seminando il caos tra le auto in transito e ferendo sul colpo tre militari, tra cui la stessa Nardelli. mediaset +3

Una giovane carabiniera, il cui audio è finito sui social, ha descritto quella mezz'ora come "la nottata più spaventosa della mia vita", un lasso di tempo in cui ha sinceramente pensato di morire mentre il suo cavallo galoppava incontrollato tra le vetture. quotidianodipuglia +3

L'istruttore e la svolta nelle indagini

Le indagini, coordinate dalla Compagnia dei carabinieri Roma Centro, hanno preso una piega decisiva quando è emersa la responsabilità di un istruttore cinquantunenne dei vigili urbani, reo confesso di aver acceso la batteria di botti che ha innescato la fuga.

L'uomo, sposato e padre di tre figli, ha dichiarato agli investigatori di essere profondamente dispiaciuto per quanto accaduto, un gesto che lui stesso avrebbe definito – in una prima fase – come una sorta di bravata per celebrare la fine delle prove della sfilata. corriere +3

Ora rischia di essere formalmente indagato per lesioni colpose aggravate, danneggiamento ed esplosioni non autorizzate in luogo pubblico, mentre la moglie, stando a quanto riferiscono le persone che lo conoscono, avrebbe mal digerito l'intera vicenda. mediaset +3

Un'inchiesta che si allarga

La posizione del 51enne, che presta servizio dal 2025 nel Gruppo Pronto Intervento Traffico (GPIT) della Polizia Locale, è solo un tassello di un puzzle giudiziario che sembra destinato ad allargarsi.

Il comandante Mario De Sclavis aveva annunciato che il corpo avrebbe compiuto ogni sforzo "per individuare i responsabili" dell'accensione dei fuochi, e le verifiche ora si concentrano non solo sull'istruttore ma anche su altri quattro agenti identificati dalla catena di comando e finiti nell'informativa trasmessa in procura. corriere +3

Sotto esame ci sono i filmati delle telecamere di sorveglianza e le testimonianze dei presenti, per stabilire chi fosse a conoscenza del materiale esplodente e se qualcuno abbia assistito all'episodio senza intervenire per impedirlo. Quindici cavalli sono rimasti feriti nell'inseguimento, mentre due dei militari coinvolti risultano ancora ricoverati in ospedale in attesa di una completa guarigione. repubblica +3

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