Sondaggi politici, Futuro Nazionale aggancia la Lega: il generale Vannacci vola al 5,3%

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Redazione Interno Redazione Interno   -   C’è un sorpasso, se così si può chiamare visto che si tratta di un perfetto pareggio, che nelle ultime ore ha fatto tremare i poli del centrodestra. Futuro Nazionale, il partito fondato dall’ex generale Roberto Vannacci, ha ufficialmente raggiunto la Lega di Matteo Salvini nelle intenzioni di voto degli italiani. A certificare il sorpasso tecnico è l’ultimo sondaggio realizzato da Swg per il Tg La7, condotto tra il 10 e il 15 giugno, che consegna al neonato movimento un consenso del 5,3%, lo stesso identico dato – seppur in controtendenza – del Carroccio.

L’inerzia, va detto, è completamente dalla parte del partito del generale. Mentre la Lega cede lo 0,3% nel giro di una settimana, la creatura di Vannacci – diventata ufficialmente un soggetto politico con un presidente, un’assemblea nazionale di 120 membri e una struttura diffusa sul territorio – guadagna mezzo punto percentuale. E questo, nonostante il partito sia nato solo pochi mesi fa, a febbraio, davanti a un notaio.

Un’ascesa che il leader ha festeggiato nel fine settimana durante l’assemblea costituente all’Auditorium della Conciliazione di Roma, un evento che ha segnato il battesimo del movimento.

L’assemblea costituente e le nuove gerarchie del partito

La due giorni romana non è servita solo a mettere nero su bianco lo statuto. In quell’occasione, Vannacci ha ricevuto l’investitura ufficiale come presidente in carica per i prossimi tre anni, circondato da un esecutivo e da una rete di militanti pronti a scendere in campo in tutta la penisola. È la trasformazione definitiva da fenomeno mediatico a macchina elettorale, sebbene i sondaggi raccontino ancora di un elettorato fluido e frammentato.

E i numeri diffusi da Swg raccontano di un quadro politico in cui, al di là del testa a testa tra i due partiti di destra “non meloniana”, i veri giganti restano altri: Fratelli d’Italia, nonostante un leggero calo dello 0,4%, si conferma primo partito con il 27,9%, seguito dal Partito Democratico che sale al 22,1%.

Più indietro, il Movimento 5 Stelle si attesta al 13,3% e Forza Italia cresce fino al 7,2%. Restano stabili o in lieve flessione le formazioni minori, con Azione al 3,5%, Italia Viva al 2,4% e Più Europa all’1,6%. In questo scenario, il dato più rilevante resta proprio la crescita della destra più radicale, quella che strizza l’occhio a una sovranità integrale e che, nei fatti, sta erodendo consensi proprio alla base leghista.

Le parole del generale: identità, sovranità e la critica al governo

A infiammare la platea dei sostenitori, e a raccogliere i consensi registrati dai sondaggi, sono state però le dichiarazioni del leader nei giorni dell’assemblea. Vannacci ha delineato un programma che parte da lontano, o meglio, da concetti fondativi come “Dio, Patria e Famiglia”. Tra i punti caldi del suo intervento, la proposta di introdurre un tetto massimo del 4% per la presenza di stranieri sul territorio nazionale, la revoca della cittadinanza per chi commette reati e l’abolizione del reato specifico di femminicidio, da lui definito “un’assurdità” e “un omicidio come tutti gli altri”.

Una posizione, quest’ultima, che ha suscitato un’ondata di critiche, ma che ha galvanizzato quella parte dell’elettorato che chiede una svolta a destra rispetto all’agenda dell’attuale esecutivo.

Non solo. Il generale ha preso le distanze in maniera netta da Giorgia Meloni, accusata di seguire pedissequamente “l’agenda Draghi” e di essersi ammorbidita sui temi dell’immigrazione e della sovranità nazionale. Anche i richiami alla “remigrazione” – cioè al rimpatrio forzato di chi non ha titolo per restare – e la proposta di ripristinare il libretto di lavoro a 14 anni hanno infiammato il dibattito, spaccando l’opinione pubblica tra chi vede in queste uscite un’apologia di fascismo o di odio razziale e chi, invece, le considera semplicemente slogan identitari.

I giudici, eventualmente, dovranno decidere se queste frasi oltrepassino il limite della legge Scelba. Per ora, per l’elettorato che conta sui numeri, il generale Vannacci ha centrato l’obiettivo: far dimenticare in fretta il passo falso del “femminicidio che non esiste” e mettere nel mirino il Carroccio in caduta libera.

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