Rayman: 30th Anniversary Edition, il contrordine di Ubisoft sui bug e la colonna sonora
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La festa per i trent’anni di Rayman, il personaggio senza arti creato da Michel Ancel e capace di vendere milioni di copie in tutto il mondo, si era trasformata in pochi giorni in un classico caso di entusiasmo seguito da amarezza. La Rayman: 30th Anniversary Edition, pubblicata da Ubisoft e sviluppata da Digital Eclipse, era arrivata sugli scaffali digitali il 13 febbraio suscitando la gioia dei nostalgici, ma subito dopo erano cominciate a piovere le segnalazioni. Alcuni giocatori, armati di pazienza e speranza, avevano lanciato l'allarme sui social media relativamente a un problema piuttosto grave: nelle versioni incluse nella raccolta relative ad Atari Jaguar e a MS-DOS, il salvataggio della partita semplicemente non funzionava. Una circostanza, questa, che rendeva di fatto improponibile l'esperienza di gioco su quelle specifiche emulazioni, costringendo chi acquistava il pacchetto a ripartire ogni volta da capo. La situazione, di per sé spiacevole ma tecnicamente risolvibile, aveva però preso una piega inaspettata e preoccupante quando, a fronte di una richiesta di assistenza inoltrata da un utente, il servizio clienti di Ubisoft aveva risposto in modo categorico: il supporto post-lancio per questa edizione era già stato archiviato, i team di sviluppo erano stati dirottati su altri progetti e, di conseguenza, nessuna correzione sarebbe mai arrivata. Una doccia fredda per i fan, alimentata dalla mail di un operatore che sembrava non lasciare spazio a interpretazioni -1-8.
Eppure, come spesso accade nel mondo dell’informazione che rincorre le notizie senza verificarle a dovere, la ricostruzione si è rivelata quantomeno imprecisa. A fare chiarezza, gettando benzina sul fuoco di un dibattito che intanto divampava tra i collezionisti, ci ha pensato direttamente un dipendente della multinazionale francese, intervenuto in un thread su Reddit per spegnere le voci di un abbandono prematuro del prodotto. La smentita, seppur non formulata con un comunicato ufficiale stampa, è arrivata netta: non esiste alcuna decisione aziendale di interrompere le patch o gli aggiornamenti per la Rayman: 30th Anniversary Collection. Il messaggio originale del servizio clienti, secondo questa versione, sarebbe frutto di un equivoco, probabilmente legato a una comunicazione interna poco chiara o a una sovrapposizione con un'altra versione del gioco, magari più datata. Il supporto, dunque, è ancora attivo, e i problemi di salvataggio verranno affrontati. Naturalmente, nessuna data è stata fornita per il rilascio della correzione, ma il semplice fatto che la società abbia voluto precisare la propria posizione rappresenta un segnale importante per chi aveva già temuto il peggio, ovvero di ritrovarsi tra le mani una compilation tecnicamente zoppa e abbandonata al suo destino -4-5.
Il nodo della colonna sonora e le scelte artistiche
Al di là delle questioni tecniche legate al funzionamento delle emulazioni, la Rayman: 30th Anniversary Edition aveva sollevato un altro vespaio, di natura più squisitamente artistica e legato alla memoria storica del gioco. Gli appassionati, nel lanciare le prime partite, si sono accorti di una differenza sostanziale rispetto ai loro ricordi: la colonna sonora originale, quel comparto audio che contribuì a fare la fortuna del Titolo su MS-DOS e su PlayStation, non c'è più. Al suo posto, gli sviluppatori hanno inserito una versione "reinterpretata" delle musiche, affidata alla sapienza di Christophe Héral, compositore che vanta nel suo curriculum le colonne sonore di Rayman Legends e Rayman Origins. Una scelta, questa, che ha spiazzato i puristi i quali, comprensibilmente, si aspettavano di ritrovare intatte le melodie della propria infanzia. Héral, che aveva già lavorato ai capitoli successivi della serie, ha offerto una sua rilettura, ma per molti fan l'operazione nostalgia è stata tradita proprio laddove la memoria affettiva è più sensibile, ossia nelle tracce audio originali -2-9.
La società, attraverso i canali ufficiali e il blog di PlayStation, ha giustificato l'intervento spiegando di aver lavorato a stretto contatto con alcuni dei musicisti originali per ricreare il sound del primo Rayman, con l'obiettivo dichiarato di mantenere lo spirito e rimanere fedeli alla colonna sonora originale, pur riarrangiandola. Un paradosso, per certi versi, visto che la fedeltà è stata interpretata non come conservazione, ma come rivisitazione. Inoltre, per la prima volta, le versioni Game Boy Color e Game Boy Advance sono state rese giocabili con composizioni ispirate alla colonna sonora del primo capitolo. Un lavoro certosino, insomma, che però non ha evitato le critiche di quanti avrebbero preferito un'opzione per scegliere tra vecchio e nuovo, magari direttamente dal menu delle opzioni. Resta il fatto che, al netto delle polemiche, la cura per il prodotto è evidente: il pacchetto include anche un prototolo inedito per Super Nintendo, mai rilasciato prima, e un documentario interattivo con interviste agli sviluppatori storici -2-3-9.
Un lancio a metà tra trionfo e critiche
Nonostante le nubi sollevate dai problemi di salvataggio e dalle scelte musicali, l'operazione Rayman: 30th Anniversary Edition rimane un tassello importante nella strategia di Ubisoft, che punta a valorizzare il proprio catalogo storico. L'edizione, disponibile al prezzo di 19,99 euro su PC, Nintendo Switch, PlayStation 5 e Xbox Series X|S, si presenta come la raccolta definitiva del platform del 1995. Curata da Digital Eclipse, studio ormai specializzato in questo tipo di operazioni di restauro videoludico, la compilation non si limita a emulare il gioco base, ma include anche oltre centoventi livelli aggiuntivi, provenienti da pacchetti come Rayman 60 Levels e Rayman by His Fans. Una mole di contenuti che, oggettivamente, giustifica l'interesse di chiunque voglia riscoprire le origini del personaggio, nonostante le attuali imperfezioni tecniche su alcune delle piattaforme incluse -10-6.
La versione fisica, come confermato anche dalla filiale spagnola del publisher e da Meridiem Games, arriverà sugli scaffali a giugno, accompagnata da qualche gadget cartaceo per i collezionisti più affezionati. Sarà interessante vedere, a quel punto, se il supporto annunciato avrà già prodotto i suoi frutti, risolvendo i bug delle versioni Atari Jaguar e MS-DOS. Per ora, chi ha acquistato il titolo può tirare un sospiro di sollievo: Ubisoft non ha voltato le spalle al proprio passato, e i problemi veranno presumibilmente risolti. Resta l'amaro in bocca per la sostituzione della colonna sonora, una scelta che difficilmente verrà modificata, e che continuerà a dividere chi vede in questa edizione un tributo doveroso e chi, invece, vi scorge un'ennesima riproposizione commerciale priva dell'anima originale. La partita, insomma, è ancora aperta, e si gioca su due fronti distinti: quello della fedeltà tecnica e quello della fedeltà emotiva -6-10.




