Il costo del denaro torna al centro dei mercati: cosa cambia per azioni e bond
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Redazione Economia
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Il costo del denaro è tornato protagonista sui mercati finanziari dopo che settembre ha segnato un nuovo cambio di aspettative sui tassi d’interesse. Gli investitori hanno registrato un aumento dell’attenzione verso inflazione, petrolio e capacità dell’economia globale di mantenere un ritmo sostenuto nonostante le pressioni presenti.
I tassi d’interesse cambiano scenario per gli investitori
La fase di normalizzazione dei mercati obbligazionari ha lasciato spazio a un nuovo movimento sui rendimenti, con il costo del capitale che è tornato a influenzare le valutazioni degli asset finanziari. Negli Stati Uniti la Federal Reserve ha aumentato il tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo nella fascia compresa tra il 3,75% e il 4,00%. La decisione si inserisce in un contesto nel quale le principali banche centrali hanno mantenuto un orientamento restrittivo.
L’analisi mensile di Equita ha evidenziato un significativo repricing dei tassi nel mese di settembre, con il Treasury USA a 10 anni arrivato al 5,3%, il livello più elevato degli ultimi vent’anni. Il rialzo dei rendimenti obbligazionari ha modificato il confronto tra titoli di Stato e mercato azionario, perché un aumento del rendimento richiesto dagli investitori incide direttamente sul valore attribuito alle società quotate.
Il movimento dei bond ha riportato attenzione sul rapporto tra rendimento e rischio. Dopo una fase nella quale il mercato aveva guardato soprattutto alla possibilità di una riduzione dei tassi, gli operatori hanno dovuto incorporare uno scenario caratterizzato da maggiore persistenza dell’inflazione e da un’economia meno debole rispetto alle attese iniziali.
L’economia globale mostra segnali di tenuta
Nonostante il rialzo del costo del capitale, il quadro economico internazionale continua a presentare elementi di resilienza. Gli indicatori osservati nelle ultime settimane hanno mostrato differenze tra il clima di fiducia rilevato dagli operatori e i dati macroeconomici effettivi, con questi ultimi che hanno evidenziato una capacità di tenuta superiore rispetto ai timori più diffusi.
Tra i fattori che condizionano le prospettive restano presenti le tensioni geopolitiche, l’aumento degli investimenti nella tecnologia e il livello ancora elevato dell’inflazione. Questi elementi contribuiscono a mantenere alta l’attenzione degli investitori sulle decisioni delle banche centrali e sull’evoluzione dei rendimenti finanziari.
Equita mantiene una valutazione positiva sul mercato azionario, indicando come elementi di sostegno la solidità del ciclo degli utili e valutazioni considerate relativamente contenute in Europa e in Italia. La lettura della società di ricerca mette in evidenza un mercato nel quale la crescita economica e la redditività delle imprese continuano a essere variabili centrali per le scelte di investimento.
Piazza Affari cerca valore tra le società quotate
Il ritorno di rendimenti obbligazionari più elevati ha aumentato la pressione sulle valutazioni azionarie, ma secondo l’analisi dedicata a Piazza Affari esistono ancora società trattate con uno sconto rispetto ai multipli storici. Il mercato italiano viene osservato attraverso aziende che presentano differenze significative tra prezzo di quotazione e valutazioni precedenti.
Nell’universo seguito da Luigi De Bellis, ceo di Equita, sono state individuate dieci società considerate interessanti per il livello di sconto rispetto ai parametri storici. A questi nomi si aggiungono cinque titoli indicati da Gianmarco Bonacina, responsabile degli analisti di Banca Akros.
La nuova fase dei mercati obbligazionari ha quindi riportato il tema del costo del capitale nelle decisioni degli investitori, con un confronto più stretto tra rendimenti dei bond e potenziale delle azioni. Le società selezionate dagli analisti appartengono all’area di Piazza Affari monitorata nelle rispettive attività di ricerca.
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