A4, il via libera del Ministero al piano da 1,8 miliardi sblocca la terza corsia nel tratto San Donà-Portogruaro

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il lungo iter procedurale che avvolge da tempo il progetto di ampliamento dell’autostrada A4, nel suo tratto più congestionato e tristemente noto per la frequenza di incidenti, quello che collega San Donà di Piave a Portogruaro, ha finalmente registrato una svolta significativa. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato da Matteo Salvini, ha infatti posto il proprio sigillo di approvazione sul piano economico-finanziario presentato da Autostrade Alto Adriatico, la società concessionaria partecipata dalle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, sbloccando di fatto le risorse necessarie per dare il via ai lavori. L’ok governativo, arrivato dopo un periodo di attesa e di valutazioni tecniche che si protraevano da mesi, riguarda un pacchetto di interventi del valore complessivo di quasi 1,9 miliardi di euro, una somma destinata a coprire non solo il completamento della terza corsia ma anche una serie di opere accessorie e di ammodernamento lungo l'intera arteria fino al termine della concessione, previsto per il 2053.

Un investimento da 870 milioni per i 25 chilometri più critici

Nel dettaglio del programma approvato, una fetta consistente delle risorse, pari a 870 milioni di euro, è specificamente destinata alla realizzazione dei 25 chilometri di terza corsia in territorio veneto, un segmento autostradale che da anni è al centro delle preoccupazioni per la sicurezza e la fluidità del traffico. La rimanente parte del finanziamento, che porta l'investimento totale a superare la soglia dei due miliardi considerando anche gli altri interventi, servirà per i 12 chilometri del tratto friulano tra Palmanova e Villesse e per una serie di opere propedeutiche e complementari, come la ricostruzione di ponti e cavalcavia, l'adeguamento degli svincoli e la manutenzione straordinaria di viadotti e infrastrutture ormai datate, la cui vetustà richiede interventi strutturali profondi e non più rinviabili. Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha accolto con favore la decisione ministeriale, sottolineando come questo passaggio rappresenti un progresso decisivo per un'infrastruttura vitale non solo per gli spostamenti quotidiani di migliaia di automobilisti, ma anche per i flussi commerciali su gomma che da qui attraversano il Nordest verso i mercati dell'Est Europa.

L’iter ora passa al Cipess per il vaglio definitivo

Con il via libera del Mit, l'iter non si è comunque concluso, ma compie un passo fondamentale verso la fase esecutiva. La documentazione del piano economico-finanziario, che ha già superato il vaglio dell’Autorità di regolazione dei trasporti nello scorso dicembre, verrà ora trasmessa al Cipess, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, per l’approvazione che si può definire definitiva. Solo dopo questo ultimo passaggio burocratico, che si spera possa avvenire in tempi rapidi per non vanificare lo slancio acquisito, si potrà procedere con l’apertura vera e propria dei cantieri. Nel frattempo, la società concessionaria, attraverso la voce del suo presidente Marco Monaco, ha già messo in cantiere una serie di opere propedeutiche e ha definito l’aggiudicazione dei lavori al contraente generale, segno che la macchina operativa è pronta a entrare in funzione non appena l’ok del Cipess rimuoverà gli ultimi ostacoli formali.

I dati sul traffico confermano l'urgenza dell'intervento

L’urgenza di completare quest’opera, del resto, emerge con chiarezza dai dati relativi ai flussi di traffico registrati nell’ultimo periodo. Nel corso del 2025, Autostrade Alto Adriatico ha contato un record di transiti pari a oltre 54 milioni di veicoli sull’intera rete in concessione, un incremento di due milioni di passaggi rispetto all’anno precedente e di venti milioni se si confronta il dato con quello di vent’anni fa. Una mole di traffico che rende i tratti ancora a due corsie, come quello tra San Donà e Portogruaro, particolarmente saturi e inclini a situazioni di criticità, nonostante i dati sull’incidentalità, come tenuto a sottolineare l’assessore regionale friulano Barbara Zilli nel corso dell’assemblea dei soci, mostrino un trend in miglioramento e si attestino ormai al di sotto della media nazionale. La realizzazione della terza corsia, pertanto, si configura non solo come un potenziamento della capacità viaria in funzione dei traffici commerciali, ma anche come un adeguamento necessario per garantire standard di sicurezza più elevati a tutti gli utenti.

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