Udinese, la crisi è nera: Runjaic confermato ma il toto-allenatore è già partito

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La quinta sconfitta consecutiva è arrivata, puntuale e pesante come non mai. L'Udinese è crollata al Bluenergy Stadium contro un Lecce arrembante, capace di imporsi per 3-0 con le reti di Gaspar, N'Dri e Siebert, e il conto alla rovescia per Kosta Runjaic sembra essersi messo in moto con una violenza inaudita. I numeri, del resto, non lasciano spazio a interpretazioni: quattro punti in sette giornate, penultimo posto a un solo punto dal Venezia ultimo, sedici gol incassati con una media di 2,3 a partita.

Un ruolino di marcia che ha trasformato quella che doveva essere una stagione di consolidamento in un incubo a occhi aperti per la proprietà friulana.

La disfatta con il Lecce e le parole del presidente salentino

A Udine è andata in scena una partita a senso unico, con i salentini padroni del campo dal primo all'ultimo minuto. Il presidente del Lecce, Saverio Sticchi Damiani, al termine della gara non ha trattenuto l'entusiasmo per la prestazione dei suoi: «È stato un Lecce arrembante, che ha pressato con ferocia in tutte le zone del campo, senza soluzione di continuità, esprimendosi a duecento all'ora dal primo all'ultimo minuto ed evidenziando anche una eccellente condizione atletica».

Parole che suonano come una sentenza per i bianconeri, dominati atleticamente e tatticamente da una squadra che fino a quel momento aveva raccolto meno di quanto seminato. La difesa friulana è andata in bambola già dopo undici minuti, quando Gaspar ha incornato in rete su angolo di Gallo, e il raddoppio di N'Dri poco dopo la mezz'ora ha di fatto chiuso i conti prima dell'intervallo, con Okoye unico a provare a tenere in piedi una baracca già pericolante.

La contestazione della Curva e il silenzio della panchina

Il Messaggero Veneto ha raccontato l'immagine finale della gara con una crudezza che rende bene l'idea: il cuore della Curva Nord vuoto, i tifosi friulani a fischiare e, prima di uscire, cori indirizzati alla proprietà con l'invito esplicito a vendere. La prestazione offerta dalla squadra è stata definita la peggiore dell'era Runjaic, arrivata nel momento più delicato possibile, ovvero quello in cui la classifica inizia a pesare come un macigno.

A venti minuti dal fischio d'inizio, le telecamere hanno indugiato sulle due panchine: da una parte Di Francesco che orchestrava e urlava, dall'altra Runjaic seduto a chiedere lumi ai collaboratori, quasi impotente di fronte a giocatori che non sembravano comprendere i dettami tattici. E pensare che il prossimo avversario sarà il Milan, non certo l'ultima arrivata, il che rende il quadro ancora più fosco per i friulani.

La conferma e i nomi sul taccuino della dirigenza

Nonostante il clima incandescente, la società ha deciso di confermare Runjaic almeno per la prossima sfida contro i rossoneri, come riportato da diverse fonti nelle ore successive al ko. Una scelta che sa di tregua armata, di attesa per capire se il tecnico tedesco saprà trovare le contromisure a una crisi che sembra aver intaccato anche le certezze più elementari del gruppo. Nel frattempo, però, il toto-allenatore è già partito e i nomi che circolano sono più che mai concreti.

Secondo quanto filtra, la dirigenza avrebbe messo gli occhi su Thiago Motta, su Andrea Sottil, già transitato dal Friuli in passato, e su Paolo Zanetti, reduce dall'esperienza conclusa con l'esonero a Verona nel febbraio scorso. Profili diversi tra loro, ma accomunati dalla necessità di ridare un'identità a una squadra che, in questo momento, sembra aver smarrito anche la più básica delle organizzazioni difensive, con Ebosse costantemente in ritardo e Karlstrom in evidente difficoltà sulle marcature da fermo.

I numeri di una stagione finora fallimentare

L'unica vittoria stagionale resta quella ottenuta contro il Monza alla seconda giornata, un lampo isolato in un mare di sconfitte che ha progressivamente eroso autostima e certezze. I sedici gol subiti in sette gare raccontano di una fase difensiva che concede spazi imbarazzanti anche a squadre non certo dotate di fuoriclasse assoluti, mentre i quattro punti conquistati collocano l'Udinese in una zona di classifica che nessuno, alla vigilia, avrebbe mai immaginato di occupare.

Runjaic, dal canto suo, non ha cercato alibi, definendo la prestazione contro il Lecce «un vero disastro» e assumendosi tutte le responsabilità del caso, ma la sensazione è che il tempo a disposizione sia ormai ridotto ai minimi termini. La prossima gara contro il Milan, in un Bluenergy Stadium che difficilmente farà sconti, rappresenta l'ultima chiamata per provare a invertire una rotta che, al momento, sembra dirigersi dritta verso un epilogo già scritto.

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