Sulla Palermo-Sciacca, una strada che continua a mietere vittime
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Redazione Interno
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Non si placa l’ondata di lutti che trasforma la Statale 624, meglio conosciuta come Palermo-Sciacca, in un cronico bollettino di guerra. L’ultimo, in ordine di tempo, ha spezzato le esistenze di due donne, stroncando i loro progetti e le loro abitudini in un istante di lamiera e vetri rotti. A perdere la vita, in uno scontro frontale che ha coinvolto due vetture della stessa marca, sono state Valeria Saveria Di Giorgio, cinquantaduenne infermiera di Monreale, e sua madre Angelica Ganci, che di anni ne aveva settantotto. Nell’impatto, avvenuto all’altezza di Altofonte, hanno trovato la morte sul colpo, mentre due diciannovenni, che viaggiavano a bordo delle stesse automobili, hanno riportato ferite di varia entità, aggiungendo un altro capitolo doloroso alla storia di questa arteria.
Un lutto che si ripete a distanza di pochi giorni
Quello di ieri, purtroppo, non è un episodio isolato ma si inserisce in una sequenza tragica che sembra non concedere tregua. Solo pochi giorni prima, infatti, lo stesso nastro d’asfalto aveva già reclamato un’altra giovane vita: quella di Kevin Di Paola, un diciottenne di Borgetto, la cui automobile finì la corsa in maniera fatale. In quell’occasione, che nulla ha da invidiare in termini di drammaticità alla più recente, cinque persone rimasero ferite, segnando profondamente le rispettive famiglie e l’intero contesto sociale di riferimento. Una serie di eventi luttuosi, questi, che si susseguono con una frequenza angosciante, denunciando una pericolosità strutturale che va ben al di là della semplice fatalità.
Le voci che chiedono interventi immediati
Di fronte a questa scia di sangue, che tocca da vicino le coscienze di chiunque percorra quella strada o abbia un conoscente costretto a farlo, le reazioni della politica iniziano a farsi sentire con toni di accorata denuncia. Michele Catanzaro, capogruppo del Partito Democratico all’Assemblea Regionale Siciliana, ha definito la situazione “una vera e propria emergenza” che non può più essere ignorata dalle istituzioni. “La Strada Statale Palermo–Sciacca continua a mietere vittime”, ha affermato Catanzaro, sottolineando come l’arteria si sia trasformata in un pericolo costante per migliaia di persone, tra cui molti studenti e pendolari che la utilizzano quotidianamente per raggiungere i luoghi di lavoro o di studio, collegando l’entroterra palermitano con le province di Trapani e Agrigento.
Un’emergenza infrastrutturale che attende risposte
La sua accorata richiesta, che invita il governo a non “stare a guardare”, punta il dito sulla necessità di avviare con urgenza quegli interventi strutturali di messa in sicurezza che, a suo avviso, sono ormai non più procrastinabili. Se ne parla da tempo, di questa strada, eppure i progetti sembrano arenarsi mentre il conto delle vittime sale inesorabile. La cronaca nera, che qui si manifesta con un rispetto dovuto ai defunti e senza scadere in dettagli macabri, impone una riflessione profonda sulla sicurezza viaria, una questione che travalica le mere statistiche per investire il piano concreto della prevenzione. Le inchieste tecniche sui singoli sinistri procedono, com’è doveroso, ma il quadro d’insieme parla già una lingua fin troppo chiara, fatta di curve pericolose, di attraversamenti mal segnalati e di una viabilità che non riesce più a reggere il volume di traffico odierno.




