Sicilia Express, tra la denuncia e i luoghi comuni: il viaggio a ritroso di Ficarra e Picone
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La piattaforma Netflix ha da poco pubblicato "Sicilia Express", una miniserie natalizia in cinque episodi interamente ideata, diretta e interpretata dalla coppia comica siciliana, che torna a parlare della sua terra attraverso una commedia fantastica. La trama, che si sviluppa attorno a un espediente surreale, vede due infermieri costretti a emigrare a Milano per lavoro ma, scoperto un cassonetto magico in grado di teletrasportarli istantaneamente, iniziano a condurre un’esistenza bifronte, lavorando al Nord e tornando ogni sera nella loro isola. Questo elemento, che sostituisce con ironia l’annosa questione del Ponte sullo Stretto, diventa il perno narrativo per affrontare il divario tra le due parti del paese, in una formula che mescola intrattenimento e spunti di riflessione sociale.
La struttura di una commedia a doppio binario
La serie, prodotta da Tramp Limited e definibile come una perfetta commedia per il periodo delle Feste, alterna momenti di genuina comicità a spunti di denuncia, seppur talvolta incastonati in rappresentazioni che non sempre sfuggono allo stereotipo. Il meccanismo del teletrasporto, già sperimentato in chiave ben più audace nel precedente film "Il primo Natale", permette qui di inscenare il paradosso quotidiano di chi, pur trovando occupazione nel ricco Nord, non riesce a radicarvisi sentimentalmente e culturalmente, coltivando il desiderio di una vita altrove. Alcuni, osservando le vicende, potrebbero trovare nella narrazione una certa prevedibilità nella contrapposizione tra un Sud carente di opportunità e un Nord efficiente ma emotivamente arido, uno schema che rischia di appiattire la complessità del reale in favore della battuta immediata.
Il registro tra il comico e il sentimentale
Non mancano, è doveroso riconoscerlo, sequenze che strappano risate sincere e momenti di autentica commozione, equilibrando il tono generale e salvando l’opera da un eccessivo didascalismo. La presenza delle attrici Katia Follesa e Barbara Tabita, nel ruolo delle consorti, contribuisce ad arrotondare il cast e a dare spessore alla dimensione familiare e affettiva della storia, che rimane il vero motore emotivo dell’intera produzione. La regia, gestita dagli stessi protagonisti, punta su un ritmo sostenuto e su una fotografia che esalta i contrasti tra i grigi delle periferie lombarde e i colori saturi dei paesaggi isolani, sottolineando visivamente la dicotomia che è cuore del racconto.
Una riflessione oltre l'intrattenimento festivo
Al di là della sua funzione primaria di intrattenimento leggero, "Sicilia Express" solleva, quasi incidentalmente, questioni nodali sull’identità e sull’appartenenza, mostrando come il desiderio di "casa" possa essere un’ossessione tanto potente da immaginare soluzioni magiche pur di appagarlo. La serie, nel suo insieme, si configura dunque come un prodotto di consumo accessibile e gradevole, che riesce nell’intento di far sorridere e, al contempo, di accennare a temi sociali rilevanti, anche se alcuni potrebbero obiettare che lo faccia navigando in acque talvolta già troppo esplorate dalla commedia all’italiana. Resta il fatto che, nel panorama dell’offerta natalizia, rappresenta una proposta coerente con lo stile dei suoi autori, capace di parlare a un pubblico ampio con un linguaggio diretto e popolare.




