Ranieri torna a Trigoria, nessun passo indietro e Gasperini ignorato: la frattura è insanabile
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Redazione Sport
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A volte ritornano, si dice, e Claudio Ranieri, dopo quasi una settimana di assenza – l’ultima volta l’avevamo visto martedì scorso – si è ripresentato a Trigoria. Un rientro che, all’interno di un ambiente già teso come una corda di violino, potrebbe sembrare l’antipasto di una distensione, ma che in realtà non fa che confermare lo stato di completo non-dialogo con Gian Piero Gasperini. Perché, va detto, la sua presenza non è mai stata costante nel corso della stagione: il ruolo che ricopre, d’altronde, non la prevede, e proprio questo aspetto – una sorta di distanza fisica e operativa – è stato uno dei primi motivi di attrito con l’attuale tecnico. Gasperini, nei primi mesi, l’avrebbe voluto più vicino, quasi come una spalla su cui contare; oggi, invece, ne vorrebbe le massime distanze, segnale che la rottura è ormai insanabile. E ieri, puntuali, si sono nuovamente ignorati, senza neppure un cenno di saluto.
La solita Roma: tra Champions mancata e futuro incerto
Sei anni di “vorrei ma non posso”, di mezze stagioni e di promesse tradite. Colpe sparse qua e là – non sempre ascrivibili agli allenatori, ma anche; non sempre ascrivibili (solo) alla società, ma anche – e il risultato, amaro, è che quest’anno assomiglia in modo inquietante ai precedenti. Che a guidare la squadra sia stato un mostro sacro come Mourinho, un cuoricino dei tifosi come De Rossi o un top come Gasperini (lasciamo stare Juric, abbaglio veloce, e lo stesso Ranieri, che pure la prese dai bassifondi sfiorando la qualificazione in Champions), il copione non cambia. La prima stagione di Gasperini a Roma rischia seriamente di trasformarsi in un flop: senza Champions League, con il futuro tutto da scrivere e con una classifica che non sorride. E intanto, sullo sfondo, i lavori per il nuovo stadio restano fermati, ennesimo tassello di un mosaico che non trova mai una quadratura.
Le quattro condizioni di Gasperini e la distanza da Ranieri
Gelo, tensioni, problemi di campo: le ultime settimane in casa Roma sono tutt’altro che serene. In questo clima complicato, Gasperini prova a guardare avanti, ma non senza pretendere garanzie precise. Pare che abbia posto quattro condizioni legate alla sua permanenza, tra cui una richiesta molto chiara: una netta distanza dalla figura di Ranieri, oltre all’allontanamento di Massara. Una linea dura, la sua, che non ammette mezze misure. Sulla vicenda è intervenuto anche Pellegrini, che ha espresso il proprio punto di vista – sia sulla situazione interna che sul proprio futuro in giallorosso – senza però offrire spunti per una riconciliazione. Intanto, a Trigoria, i soggetti in causa non dialogano più: si “sopportano”, e la parola tra virgolette è già un eufemismo.
Ranieri-Gasperini, un solco che ricorda vecchie ferite
Se il dualismo tra Ranieri e Gasperini ricorda, per certi versi, lo scontro epocale Spalletti-Totti, il clima è quello delle rotture definitive. Un dirigente parlò di «quarta scelta» riferendosi all’allenatore; quest’ultimo rispose secco: «Non scendo al livello di altri». Da un lato Ranieri, dall’altro Gasperini, e in mezzo un solco ormai incolmabile. Eppure, dagli Stati Uniti, i Friedkin – che hanno spedito a Roma Ed Shipley, braccio destro del padre Dan – sono ancora convinti che si possa ricucire lo strappo. Cercano rassicurazioni per tutti, ma la realtà dei fatti è un’altra: i soggetti succitati (e con loro il ds Massara) non si parlano più. Si incrociano, si evitano, e a Trigoria si respira un’aria che sa già di addio.




