La fiamma olimpica illumina Milano tra entusiasmo e proteste silenziose
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Redazione Sport
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La torcia di Milano Cortina 2026, dopo aver solcato i cieli alpini, ha finalmente toccato l'asfalto della metropoli, accendendo gli ultimi chilometri del suo viaggio verso il cuore cerimoniale dei Giochi. Partita nella grigia mattina da Sesto San Giovanni, storico baluardo operaio, la fiamma ha iniziato il suo lento e simbolico avvicinamento al centro, disegnando un percorso che, attraverso Cologno Monzese, Vimodrone e Segrate, ha voluto cucire idealmente la periferia al cuore pulsante dell'evento. A San Donato Milanese, uno dei passaggi più attesi ha visto protagonista la tedofora Lodovica Comello, la cui corsa lungo la Via Emilia si è svolta senza intoppi, permettendo al simbolo olimpico di raggiungere indisturbato il Villaggio Olimpico di via Lorenzini, primo assaggio della città che ospiterà gli atleti.
Il percorso urbano e le voci del dissenso
Mentre il corteo di tedofori, tra cui figurano volti noti dello spettacolo e dello sport insieme a cittadini comuni, si avvicinava al traguardo di piazza Duomo, fissato per le ore 19:30, non sono mancate le vori di dissenso che, come preannunciato, hanno cercato di ritagliarsi uno spazio in una giornata di celebrazione. Gli attivisti del comitato che raccoglie le realtà contrarie ai Giochi hanno infatti invitato a esporre cartelli di protesta lungo il tragitto, un modo per esprimere il proprio disappunto su costi e impatto dell'evento. In parallelo, in via Festa del Perdono, nell'area dell'Università Statale, si è tenuto un presidio simbolico della campagna 'Show Israel the red card', mirata a contestare la partecipazione di Israele alla kermesse sportiva, segnando come il clima olimpico non sia immune dalle tensioni della scena internazionale.
La conclusione del viaggio e il gala
L'arrivo della fiamma sotto le guglie del Duomo, previsto in serata, rappresenterà il momento culminante di una lunga traversata nazionale, suggellando l'inizio ufficiale, almeno nell'immaginario collettivo, delle Olimpiadi milanesi. La cerimonia in piazza, aperta al pubblico, fungerà da prologo immediato alla successiva cena di gala alla Fabbrica del Vapore, dove si raduneranno i capi di stato e di governo giunti per l'inaugurazione. Quel fuoco, che ha percorso strade e piazze in un giorno di normale attività cittadina, diventa così il collante tra la dimensione popolare della festa e i protocolli altisonanti della diplomazia sportiva, mentre la città si appresta a vivere la notte precedente il grande spettacolo di San Siro.
L'eredità di un passaggio
Oltre l'effimero dell'evento, il passaggio della torcia nei comuni dell'hinterland lascia una traccia più sottile, fatta di immagini e di emozioni raccolte dai cittadini accorsi ai lati delle strade. Quel breve contatto con un simbolo universale, portato da tedofori come Lodovica Comello, trasforma per un attimo luoghi di ordinaria amministrazione in tappe di un racconto epico, seppur minuscolo. Senza dimenticare che, nell'era del secondo mandato del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ogni grande appuntamento globale si carica di ulteriori, inevitabili, significati politici, pur restando, in superficie, una festa dello sport. La fiamma, ora custodita, attende il suo momento più alto, quando domani illuminerà il braciere dello stadio, ma il suo viaggio attraverso le periferie e le proteste resterà forse la pagina più autentica di questa vigilia.




