La sindaca di Merano e la fascia tricolore: un gesto che divide
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Redazione Interno
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Katharina Zeller, neoeletta prima cittadina di Merano, ha scatenato polemiche levandosi la fascia tricolore durante la cerimonia di insediamento. «Non sono Miss Italia, che un uomo debba mettermi la fascia al collo», ha dichiarato, riferendosi al predecessore Dario Dal Medico, il quale, secondo la sua versione, avrebbe insistito nel gesto per metterla in difficoltà. Figlia di due esponenti storici della Südtiroler Volkspartei (SVP), la 38enne – sostenuta anche da Pd e Movimento 5 Stelle – ha definito quell’atto una «prova di forza», rifiutando quella che considera una mera formalità priva di sostanza.
Il video della scena, ripreso da Tg33 Alto Adige, ha rapidamente fatto il giro del web, attirando critiche soprattutto da Fratelli d’Italia e Forza Italia, che hanno parlato di «mancato rispetto delle istituzioni». Sebbene non esista un obbligo normativo, la consegna della fascia è una consuetudine radicata, simbolo di continuità amministrativa. Alcuni l’hanno interpretata come una forma di «vilipendio», sebbene il codice penale non preveda tale fattispecie per atti simili; altri vi hanno letto uno «scarso galateo istituzionale».
Zeller, esponente del gruppo linguistico tedesco dell’SVP, ha respinto ogni accusa di anti-italianità, sottolineando come il suo gesto non avesse intenti politici, ma fosse dettato dall’insofferenza verso un rituale percepito come imposizione. La questione, tuttavia, ha oltrepassato i confini locali, trasformandosi in un dibattito nazionale sull’identità e l’integrazione, specie in un territorio storicamente segnato da tensioni linguistiche.
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