L'escalation dello Yemen preoccupa l'Italia
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Redazione Esteri
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Gli Houthi, milizie sciite dello Yemen, continuano a dimostrare la loro ostinazione e capacità di attacco in alto mare, nonostante gli avvertimenti dei generali sauditi e l'ondata di raid lanciata la scorsa settimana dall'Us Navy e dalla Royal Air Force. Il segnale più preoccupante è arrivato ieri sera, con un attacco che ha colpito un mercantile americano.
La risposta del Regno Unito
Il ministro della Difesa britannico Grant Shapps ha dichiarato che il Regno Unito è in attesa di vedere come gli Houthi risponderanno agli attacchi effettuati la scorsa settimana da Londra e Washington contro postazioni del gruppo filo-iraniano in Yemen. Ha sottolineato l'importanza della libertà di navigazione, che non può essere ostacolata dagli Houthi.
L'impatto sul commercio italiano
Il 40% del commercio italiano passa dal Canale di Suez, rendendo la guerra agli Houthi una questione di rilevanza anche per l'Italia. Lo scorso 11 gennaio, una coalizione guidata dal Regno Unito e dagli Stati Uniti ha lanciato un centinaio di missili contro una sessantina di obiettivi militari in 16 differenti aree dello Yemen, tutte sotto il controllo di Ansarullah, il movimento armato fondato dai ribelli Houthi sostenuti dall’Iran.
La risposta internazionale
La missione Prosperity Guardian ha coinvolto parzialmente anche Danimarca, Australia, Singapore, Bahrein, Canada, Germania, Paesi Bassi, Corea del Sud e Nuova Zelanda. Questa coalizione internazionale ha risposto con forza agli attacchi con missili e droni su navi commerciali in transito nel Mar Rosso, attribuiti ai ribelli Houthi.
La situazione attuale
Nonostante gli sforzi internazionali, la situazione rimane tesa. Doha ha deciso di fermare le navi del gas, un segnale di allarme per l'Italia e per tutti i paesi che dipendono dal commercio marittimo. La capacità degli Houthi di continuare a lanciare attacchi in alto mare rappresenta una minaccia significativa per la stabilità della regione e per la sicurezza del commercio globale.
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