La Juventus e l'asse col Leeds: il tesoretto Di Gregorio che sblocca il mercato di Spalletti
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Redazione Sport
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Il direttore generale Giovanni Carnevali, ormai da settimane al lavoro per imbastire la squadra da consegnare a mister Luciano Spalletti, si trova adesso a dover gestire una situazione che fino a pochi giorni fa appariva di difficile soluzione, ma che improvvisamente si è trasformata in una opportunità concreta per rimpinguare le casse societarie e dare una scossa decisa a una campagna acquisti che rischiava di restare impantanata nelle maglie di un bilancio tutto sommato ancora delicato.
Il rebus legato al futuro di Michele Di Gregorio, portiere di proprietà bianconera reduce da una stagione in prestito al Monza e destinato a fare ritorno a Torino, si sta infatti intrecciando in maniera decisiva con le mire di mercato di un club inglese, il Leeds, che potrebbe involontariamente regalare alla Vecchia Signora l'ossigeno finanziario necessario per decollare.
L'operazione Muharemovic e il tesoretto in arrivo
Il fulcro dell'affare, che tiene banco nelle ultime ore nelle stanze della Continassa, ruota attorno al giovane difensore bosniaco Muharemovic, attualmente in forza al Sassuolo. Il Leeds United, secondo quanto emerso, avrebbe infatti messo gli occhi sul calciatore ed è pronto a versare nelle casse del club emiliano una cifra vicina ai 40 milioni di euro per assicurarsene le prestazioni.
La somma, per quanto corposa e significativa per gli standard del calcio inglese, assume una rilevanza particolare per la Juventus in virtù di una clausola inserita al momento della cessione del giocatore al Sassuolo: una percentuale sulla futura rivendita che si aggira attorno al 50 per cento dell'importo, il che significa che circa 19 milioni di euro finiranno direttamente nelle tasche della dirigenza bianconera.
Una boccata d'aria fresca, se si considera che proprio l'amministratore delegato Carnevali aveva più volte sottolineato come le risorse a disposizione per questa finestra estiva di calciomercato sarebbero state condizionate in maniera significativa dalle operazioni in uscita, e un introito di questa portata rappresenta a tutti gli effetti il volano per mettere mano al reparto più importante.
Di Gregorio e la grana portieri
Proprio il ruolo del portiere, e la figura di Michele Di Gregorio, rappresentano il contraltare di questa vicenda. L'estremo difensore, che lunedì tornerà fisicamente a disposizione al centro sportivo della Continassa dopo la fine del prestito al Monza, si trova in una posizione per nulla invidiabile. La sua porta, quella della Juventus, appare infatti già potenzialmente occupata da altri nomi, con la società che continua a trattare con decisione per l'argentino Emiliano Martinez e tiene calde anche le alternative, fra le quali spicca quella del portiere del Tottenham Guglielmo Vicario.
L'ex Monza, quindi, rientra in un ambiente che in passato gli era familiare, ma con la consapevolezza di non rientrare forse più nei piani tecnici della società, un po' come se il posto da titolare fosse stato già virtualmente assegnato ad altri.
La sua posizione rappresenta a tutti gli effetti un'arma a doppio taglio per la dirigenza: da un lato si tratta di un patrimonio da valorizzare e da non disperdere, dall'altro il suo ingaggio e la sua presenza in rosa costituiscono un rebus che Carnevali e Spalletti devono risolvere prima possibile, soprattutto per liberare spazio in un reparto che, secondo le volontà del tecnico, deve essere guidato da un profilo d'esperienza e di caratura internazionale.
Gli obiettivi di mercato per Spalletti
L'allenatore Luciano Spalletti, da parte sua, ha già messo in chiaro quali sono le priorità per rendere la Juventus competitiva su tutti i fronti. La richiesta è chiara e pressante: un portiere di comprovata esperienza, capace di garantire sicurezza e personalità in un ruolo delicato come quello dell'estremo difensore, e un centravanti strutturato, un attaccante di livello europeo che possa fare la differenza negli appuntamenti che contano.
Ma l'arrivo di quei 19 milioni, che potrebbero incrementare ulteriormente se la trattativa col Leeds dovesse chiudersi in tempi brevi, amplia notevolmente l'orizzonte delle operazioni. Non più solo due ruoli, dunque, ma la possibilità di intervenire con maggiore disinvoltura anche sulla difesa, andando a rinforzare le corsie laterali o il reparto centrale, e a centrocampo, dove la ricerca di un elemento in grado di dare qualità e quantità alla manovra è da tempo all'ordine del giorno.
Carnevali ha quindi adesso la possibilità, se non il dovere, di utilizzare al meglio queste risorse inaspettate per mettere a punto una rosa completa, in grado di assecondare le esigenze tattiche di un allenatore che ha fame di vittorie e che non intende accontentarsi di una squadra che punti semplicemente alla zona Champions League.
La posta in gioco per la Juventus
Il lavoro della dirigenza bianconera in questa sessione estiva di calciomercato si preannuncia dunque intenso e denso di scadenze. La casella di posta elettronica della Continassa è caldissima, in attesa della notifica ufficiale del Leeds che, attraverso l'acquisto di Muharemovic dal Sassuolo, darà il via libera a una serie di operazioni che fino a ieri sembravano congelate.
La rinuncia a un obiettivo di mercato, o meglio la cessione di un giocatore di prospettiva che in bianconero non avrebbe probabilmente trovato spazio, sta generando un effetto domino le cui ripercussioni si faranno sentire a breve. Con un budget più corposo e la possibilità di fare investimenti mirati, Carnevali e Spalletti hanno l'occasione per costruire una squadra solida e competitiva, senza dover più trovare continui escamotage finanziari o percorrere obbligatoriamente le vie dei prestiti con diritto di riscatto.
La Juventus, insomma, ha in mano la possibilità di compiere un salto di qualità, e il denaro proveniente dall'asse col Leeds potrebbe rivelarsi il tassello mancante per completare il mosaico che porterà la Signora a presentarsi al via del prossimo campionato con un volto nuovo e più ambizioso.




