Cecilia Sala, l'ex ambasciatore a Teheran, «Per liberarla processo laborioso. Ma all'Iran il contenzioso non conviene»
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Redazione Interno
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Mauro Conciatori, ex ambasciatore italiano a Teheran dal 2014 al 2019, ha recentemente commentato la situazione di Cecilia Sala, giornalista italiana detenuta nel carcere di Evin. Conciatori, pur non avendo mai visitato personalmente il carcere, lo descrive come un luogo duro, sebbene non il più duro dell'Iran. La detenzione di Sala, secondo l'ex ambasciatore, è probabilmente legata alla frammentazione politica attuale a Teheran.
Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha espresso preoccupazione per la situazione, sottolineando come l'Iran stia calpestando i diritti dell'Italia. Schlein ha inoltre dichiarato che il 2025 sarà un anno dedicato alla costruzione di un progetto alternativo per il Paese, lanciando un messaggio ai potenziali alleati del centrosinistra e criticando la premier Meloni.
La trattativa per la liberazione di Cecilia Sala si sta svolgendo su tre tavoli diversi del governo italiano, tutti sotto la supervisione del sottosegretario Alfredo Mantovano. La diplomazia e l'intelligence, rappresentate da Dis e Aise, stanno mantenendo i contatti in un contesto reso ancora più complicato dalle divisioni interne in Iran.
Nonostante l'attenzione mediatica in Italia, il caso di Cecilia Sala sembra non esistere a Teheran. Tra i 60 quotidiani iraniani esaminati, solo uno ha riportato una breve nota sul caso, citando il portavoce della Magistratura, Asghar Jahangir, che ha dichiarato di non essere a conoscenza della situazione.
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