La Roma nel caos offensivo: Dovbyk e Ferguson, un tandem in frantumi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La crisi d’attacco della Roma, che si è palesata in tutta la sua durezza nella notte europea, non è più un’ipotesi remota bensì una realtà con cui fare i conti, un groviglio di problemi tecnici e psicologici che sta mettendo a dura prova l’equilibrio dell’intero collettivo giallorosso. Senza la guida di Paulo Dybala, il reparto avanzato, che pure nelle intenzioni doveva rappresentare il punto di forza, stenta a trovare non solo la via del gol ma persino quella di un gioco convincente, arenandosi su iniziative sterili e su percentuali di realizzazione che destano allarme.

Il ritratto fedele di una crisi

La serata contro il Lille ha offerto il ritratto più fedele di questa impasse, con un Artem Dovbyk, reduce da un promettente gol in campionato, che ha vissuto la beffa di sbagliare per due volte lo stesso calcio di rigore, un episodio che, al di là del singolo risultato, ha il sapore di una pesante sconfitta personale. L’attaccante ucraino, ex capocannoniere della Liga, appare visibilmente bloccato, prigioniero di una forma di “timidezza” che ne offusca il potenziale e che lo rende una versione sbiadita del giocatore che tutti si aspettavano. La decisione del tecnico, presa dopo il secondo fallimento, di affidare il successivo rigore a Soulé costituisce un segnale inequivocabile per Dovbyk: la fiducia, quando viene meno, va riconquistata sul campo, passo dopo passo, dimostrando di saper reagire alle batoste più dure.

Le deludenti prestazioni di Ferguson

Accanto a lui, Evan Ferguson non sta fornendo risposte confortanti, anzi: il suo esordio da titolare in Europa è stato opaco, caratterizzato da una prestazione in cui non è riuscito a concludere nemmeno una volta verso la porta avversaria, soffocato dalla marcatura di Alex Mbemba e uscito dal campo tra i fischi di una piazza che, è noto, non ammette giustificazioni.

I numeri impietosi del duo d'attacco

I numeri, del resto, parlano in maniera cruda e impietosa. La coppia Dovbyk-Ferguson, in sette partite complessive, ha prodotto a due soli un gol, un dato che si scontra platealmente con le ambizioni di un club di tale caratura. Le statistiche che riguardano il giovane Ferguson, in particolare, sono desolanti: zero dribbling riusciti, appena sei passaggi andati a buon fine su nove tentati e la vittoria di un solo duello aereo su sette disputati. Cifre che tradiscono una profonda difficoltà di integrazione nel gioco e di impatto fisico, elementi fondamentali per un centravanti moderno chiamato a fare da perno della manovra offensiva.

La ricerca urgente di una soluzione

Questa involuzione, acuita dagli errori dal dischetto, sta quindi creando un cortocircuito che l’allenatore deve risolvere con urgenza, tentando di tirare su moralmente Dovbyk mentre cerca di sbloccare Ferguson, il quale non sembra ancora in possesso di condizioni fisiche ottimali. Il rischio concreto è che quello che doveva essere un tandem esplosivo si trasformi in un flop dal quale diventa sempre più complicato riemergere, con l’intero sistema offensivo che fatica a incidere e che genera expected goals bassissimi. La situazione, ormai, non ammette più attenuanti per i diretti interessati, chiamati a un riscatto immediato che non può più attendere.

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