Barbara Bonansea, lesione al bicipite femorale: via al percorso riabilitativo
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Redazione Sport
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Le condizioni di Barbara Bonansea, ferma per un infortunio occorso durante la gara tra Juventus e Napoli Women, sono state chiarite da un bollettino medico del J|medical. Gli accertamenti strumentali, ai quali la calciatrice è stata sottoposta, hanno evidenziato una lesione di grado moderato al bicipite femorale della coscia sinistra, un episodio che, sebbene non di gravità estrema, richiede comunque un'attenta e progressiva cura. L'infortunio, che ha costretto l'atleta a uscire anticipatamente dall'impegno di campionato, non lascia spazio a interpretazioni frettolose sul suo ritorno, poiché la tempistica dipenderà interamente dalla risposta biologica ai trattamenti. La società bianconera ha fatto sapere che Bonansea ha già intrapreso, senza inutili indugi, il percorso riabilitativo specifico e strutturato che la condurrà verso la piena ripresa dell'attività agonistica, un iter che i medici seguiranno passo dopo passo.
Spalletti rimprovera la squadra nonostante il successo in Champions
Sul fronte maschile, la vittoria per 2-0 contro il Pafos in Champions League, ottenuta grazie alle reti di McKennie e Jonathan David nella ripresa, non è bastata a placare l'irritazione dell'allenatore Luciano Spalletti. Il tecnico, infatti, ha definito "imbarazzante" la prestazione offerta nel primo tempo, sottolineando come una squadra lenta e prevedibile, alcune delle cui interpretazioni sono state fin troppo superficiali, abbia inutilmente rischiato di complicarsi la vita contro un avversario giudicato tecnicamente inferiore. Quel sapore agrodolce di cui si parla negli ambienti del club nasce proprio dalla consapevolezza che i tre punti, pur fondamentali per avvicinare l'obiettivo dei playoff, non possono mascherare carenze di atteggiamento e di lettura del gioco che, in contesti più competitivi, potrebbero rivelarsi fatali. A porre un argine alle incertezze collettive, in quella serata, ci ha pensato anche il portiere Di Gregorio, autore di due interventi decisivi che hanno consentito alla Juve di mantenere la porta inviolata e di costruire poi la vittoria.
Una corona di fiori per ricordare Alessio Ferramosca e Riccardo Neri
In un giorno che per la Juventus è segnato anche dal ricordo e dalla memoria, si è svolta una commossa cerimonia privata in ricordo di Alessio Ferramosca e Riccardo Neri, a diciannove anni dalla loro tragica scomparsa. Nel luogo simbolo di Vinovo, è stata deposta una corona di fiori alla presenza di figure significative del club come l'allenatore della Prima Squadra Luciano Spalletti e Gianluca Pessotto, coordinatore dello staff delle squadre di calcio, affiancati da due giovani calciatori del vivaio bianconero. Un gesto semplice ma carico di significato, che ogni anno rinnova il legame indissolubile tra il presente del club e la sua storia, onorando la memoria di due ragazzi il cui destino si è intrecciato per sempre con quello della società.
La vittoria che non convince e la strada ancora da percorrere
La partita contro il Pafos, pertanto, rimane sotto analisi come un episodio contraddittorio: da un lato ha prodotto il risultato utile, quel 2-0 che permette di guardare al prosieguo della Champions con una fiducia certamente maggiore rispetto a un eventuale pareggio o sconfitta; dall'altro ha sollevato interrogativi sul rendimento complessivo, spingendo Spalletti a una rivoluzione nell'attacco che appare ormai necessaria e improrogabile. Il gol di David, per quanto importante, non basta a oscurare le dinamiche di un primo tempo in cui la squadra è sembrata carente di idee e di mordente, aspetti su cui il club è chiamato a lavorare con la massima urgenza. La sensazione, dopo questa doppia settimana segnata anche da un lutto commemorato, è che la Juventus debba trovare al più presto una maggiore coesione e continuità di prestazione per trasformare le singole vittorie, talvolta faticose, in un cammino solido e convincente.




