Schianto fatale sulla A20 a Falcone: muore il 38enne Francesco Nicolosi

Schianto fatale sulla A20 a Falcone: muore il 38enne Francesco Nicolosi
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   Una domenica di sole e di moto, iniziata con gli auguri per l'onomastico di San Francesco, si è spezzata contro l'asfalto dell'autostrada A20 Messina-Palermo. Francesco Nicolosi, messinese di 38 anni, è morto nella tarda mattinata di domenica 4 ottobre a causa di un incidente avvenuto al chilometro 57+700 della carreggiata in direzione Palermo, a circa quattrocento metri dallo svincolo di Falcone.

La dinamica dell'impatto

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l'uomo era in sella al suo Yamaha TMax quando, per ragioni ancora al vaglio della Polizia Stradale, ha perso il controllo del mezzo ed è finito rovinosamente sull'asfalto. L'impatto non gli ha lasciato scampo. I rilievi preliminari non escludono l'ipotesi di un incidente autonomo, ma gli agenti della Polizia Stradale di Barcellona Pozzo di Gotto, intervenuti sul posto insieme ai sanitari del 118, stanno effettuando tutti gli accertamenti necessari per verificare l'eventuale coinvolgimento di altri veicoli.

La viabilità ha subito pesanti ripercussioni: per consentire le operazioni di soccorso e la messa in sicurezza della carreggiata, il traffico in direzione Palermo è stato fatto defluire su una sola corsia, con lunghe code e rallentamenti.

Una passione condivisa con gli amici del club

Nicolosi era partito da Messina in mattinata insieme a un gruppo di motociclisti, una dozzina di centauri appartenenti al Club FNP Motors, con i quali condivideva l'uscita domenicale e la passione per le due ruote. La destinazione era Floresta, in occasione della prima domenica di "Ottobrando", una manifestazione che richiama appassionati da tutta la provincia.

Poche ore prima di uscire di casa, il trentottenne aveva pubblicato sui social un video nel quale, approfittando della ricorrenza di San Francesco d'Assisi, faceva gli auguri per il proprio onomastico e parlava della sua grande passione per i motori. Era titolare di una rivendita di motociclette e lavorava anche in un negozio di telefonia, una doppia attività che lo aveva reso una figura piuttosto nota negli ambienti commerciali e motociclistici della città dello Stretto.

Il cordoglio social e la memoria di un uomo innamorato

La notizia della sua scomparsa si è diffusa rapidamente, trasformando i profili social in una bacheca di messaggi di dolore. "Fratello mio cosa mi hai combinato", ha scritto un amico, "svegliarsi con quella chiamata mi ha distrutto, ci siamo sentiti fino a ieri sera". Tra le centinaia di post, molti lo ricordano con il soprannome affettuoso di "Cicciuzzu", mentre un altro amico ha affidato al web un pensiero più intimo: "Adesso mi raccomando insegna a tutti gli angeli a volare in alto, proprio come facevi tu".

A inizio settembre, proprio sui social, Nicolosi aveva dedicato parole d'amore alla donna che gli era accanto da vent'anni: "Non siamo più quei ragazzi di 20 anni fa, ma quando ti guardo riesco ancora a vedere quella ragazza di cui mi sono innamorato. Dopo tutto quello che abbiamo attraversato e costruito insieme, se potessi tornare indietro rifarei la stessa scelta".

Il quadro della sicurezza sulla A20

L'incidente di Falcone rappresenta il sesto sinistro mortale registrato dall'inizio del 2026 sulle autostrade siciliane A18 e A20. Si tratta di un'arteria, la Messina-Palermo, da tempo sotto osservazione per le condizioni delle sue infrastrutture.

Una relazione tecnica del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, diffusa poche settimane prima della tragedia, aveva evidenziato criticità diffuse: dagli imbocchi delle gallerie "particolarmente degradati" all'illuminazione "inadeguata" nei tunnel, passando per barriere di sicurezza da riqualificare e una segnaletica orizzontale che necessitava di un ripristino immediato.

Il Consorzio per le Autostrade Siciliane, ente gestore, ha avviato un programma di interventi che comprende la riqualificazione delle barriere bordo ponte su alcuni viadotti, tra cui Brolo, Buongiorno, Marmora, Vina e Piscittina, con un importo complessivo che supera i 4,8 milioni di euro. Parallelamente, la Polizia Stradale ha intensificato i controlli della velocità lungo la A20, con postazioni mobili programmate anche nelle giornate immediatamente successive al sinistro, concentrate in particolare sui tratti caratterizzati da un più elevato tasso di incidentalità.

Il peso degli incidenti in moto

Il decesso di Nicolosi si inserisce in un quadro nazionale che continua a vedere i motociclisti come gli utenti più esposti sulle strade. I dati Istat relativi al 2025 indicano che in Italia hanno perso la vita 802 motociclisti, un calo del 3,4 per cento rispetto all'anno precedente, ma un aumento del 14,9 per cento se il confronto viene spostato al 2019. L'indice di mortalità per chi viaggia su due ruote a motore è di 1,6 decessi ogni cento incidenti, un valore due volte e mezzo superiore a quello registrato per le autovetture.

Nella classifica delle vittime per tipo di utente, i motociclisti rappresentano il 28 per cento del totale, una quota che sale ulteriormente se si considerano anche i conducenti di ciclomotori. Le uscite domenicali di gruppo, spesso organizzate per raggiungere località panoramiche o eventi nelle aree interne dell'isola, costituiscono un appuntamento fisso per centinaia di appassionati, ma anche un momento in cui l'esposizione al rischio si concentra su strade che, come la A20, continuano a presentare nodi irrisolti sul fronte della manutenzione e della sicurezza.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.