Salvare la sanità pubblica, un appello degli scienziati
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Redazione Salute
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14 eminenti personalità del mondo scientifico hanno firmato un appello per chiedere al governo di investire di più nel sistema sanitario nazionale. Questo appello è stato successivamente pubblicato su varie riviste di settore.
L'appello degli scienziati
Tra i firmatari c'è l'ex direttore dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), Franco Locatelli. I firmatari sostengono che si può e si deve fare molto sul piano organizzativo. Tuttavia, la vera emergenza è adeguare il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) agli standard dei Paesi europei avanzati, pari all'8% del PIL. Questo è urgente e indispensabile, perché un SSN che funziona non solo tutela la salute ma contribuisce anche alla coesione sociale.
La crisi della sanità
Un coro di voci autorevoli in campo scientifico si alza all'unisono per chiedere di difendere e rinnovare il Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) italiano. I dati attuali dimostrano che il servizio sanitario pubblico è in crisi: arretramento di alcuni indicatori di salute, difficoltà crescente di accesso ai percorsi di diagnosi e cura e aumento delle diseguaglianze regionali e sociali.
Mancano infermieri e medici
Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità, ha spiegato in un'intervista al Corriere della Sera le motivazioni della lettera appello. Secondo Locatelli, mancano infermieri e medici di specialità usuranti, mettendo a rischio i pronto soccorso. L'appello è stato diffuso per sensibilizzare tutti, non solo la politica, sul tema del Servizio sanitario nazionale, un patrimonio di questo Paese. È fondamentale che anche i cittadini abbiano piena coscienza contribuendo a garantire la sostenibilità di questo bene comune attraverso il pagamento delle tasse dovute.




