Breton lascia la Commissione europea, Macron punta su Séjourné

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Thierry Breton, commissario europeo al Mercato interno e all'Industria, ha annunciato le sue dimissioni con effetto immediato. La decisione arriva in un momento cruciale per l'Unione Europea, a pochi giorni dalla formazione del nuovo esecutivo comunitario guidato da Ursula von der Leyen. Breton, figura di spicco della prima commissione von der Leyen, ha accusato la presidente di aver lavorato affinché la Francia proponesse un altro candidato, senza discutere direttamente con lui le ragioni personali alla base di questa scelta.

La lettera di dimissioni di Breton è stata pubblicata sui social, dove ha espresso il suo disappunto per la mancanza di trasparenza e comunicazione da parte della presidente della Commissione. Secondo Breton, von der Leyen avrebbe offerto alla Francia un portafoglio più influente nel prossimo collegio, in cambio del ritiro della sua candidatura. Questa mossa ha scatenato polemiche politiche e scontri commerciali, in un momento chiave per il settore industriale europeo.

Il prossimo 25 settembre è previsto il voto definitivo sui dazi doganali permanenti sulle auto elettriche cinesi, introdotti il 5 luglio scorso. Breton, che ha legato gran parte della sua attività a Bruxelles a questo settore, lascia quindi la Commissione in un momento delicato per l'industria europea. La sua uscita di scena apre la strada a Stéphane Séjourné, attuale ministro degli Esteri e degli Affari europei, indicato come nuovo candidato francese alla Commissione.

La scelta di Séjourné da parte del presidente francese Emmanuel Macron sembra essere una soluzione efficace per garantire alla Francia un ruolo chiave nel nuovo esecutivo comunitario. Tuttavia, le dimissioni di Breton e le accuse rivolte a von der Leyen sollevano interrogativi sulla trasparenza e sulla gestione delle nomine all'interno della Commissione europea

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