Campobasso, violenza su due minorenni: arrestato a Trapani un 18enne egiziano
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Redazione Interno
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L'ombra di una serata di fine luglio si è trasformata in un incubo per due ragazze minorenni, vittime di una violenza sessuale di gruppo consumata nel cuore di Campobasso. Un episodio che la macchina investigativa, guidata dai carabinieri, ha ricostruito minuziosamente, portando all'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di un cittadino egiziano di diciotto anni, rintracciato e arrestato nella provincia di Trapani.
Il provvedimento, firmato dal gip del tribunale di Campobasso su richiesta della Procura della Repubblica, rappresenta il primo, significativo esito di un'indagine che ha saputo mettere insieme i frammenti di una vicenda tanto grave quanto complessa.
La notte del 30 luglio scorso, due giovanissime hanno subito un'aggressione che ha sconvolto il quartiere centrale della città molisana. Le indagini, condotte dal Nucleo investigativo di Campobasso, si sono immediatamente concentrate sulla raccolta di elementi probatori, evitando facili approssimazioni.
Un lavoro certosino che ha visto gli inquirenti setacciare le immagini degli impianti di videosorveglianza pubblici e privati della zona, un vero e proprio puzzle di volti e movimenti che ha permesso di tracciare i contorni del gruppo coinvolto. Allo stesso tempo, è stato fondamentale il contributo delle testimonianze delle stesse vittime, rese con la delicatezza che casi simili impongono, e di altre persone informate dei fatti, che hanno fornito dettagli cruciali per la ricostruzione della dinamica.
La fuga e l'individuazione in Sicilia
Il diciottenne, dopo l'accaduto, aveva lasciato il Molise, rendendo necessario un coordinamento tra diverse forze dell'ordine per individuarlo. La sua posizione è stata localizzata nel Trapanese, dove i carabinieri della compagnia locale hanno eseguito la misura restrittiva, su disposizione dell'autorità giudiziaria campobassana. La fuga, tuttavia, non ha impedito di ricostruire il suo ruolo all'interno della vicenda, e l'accusa che ora grava su di lui è quella di violenza sessuale di gruppo, un reato che il codice penale punisce con particolare severità.
L'arresto in Sicilia chiude una fase delle indagini, ma rappresenta anche un segnale della capacità di risposta dello Stato di fronte a episodi di così forte impatto sociale.
Identificato anche il presunto complice minorenne
Le indagini non si sono fermate al diciottenne, ma hanno permesso di individuare anche il presunto complice, un suo connazionale che al momento dei fatti era ancora minorenne. Un ulteriore tassello che conferma come l'azione violenta non sia stata opera di un singolo, ma il risultato di una dinamica di gruppo. Per il minorenne, la giustizia seguirà un percorso diverso, con le procedure previste per i soggetti che non hanno ancora raggiunto la maggiore età, ma la sua identificazione dimostra l'accuratezza del lavoro investigativo.
La procura e il tribunale per i minorenni saranno ora chiamati a valutare gli elementi raccolti nei suoi confronti, in un quadro che si fa sempre più completo e che potrebbe portare a ulteriori sviluppi processuali.
Le indagini tra tecnologia e testimonianze
La risoluzione del caso, almeno in questa fase, è stata resa possibile dall'incrocio tra diverse fonti di prova. Le immagini di videosorveglianza, vere e proprie testimoni silenziose, hanno fornito una traccia oggettiva degli spostamenti e degli incontri avvenuti in quella serata di luglio. Dall'altro lato, le dichiarazioni delle vittime, ascoltate con tutte le garanzie e le cautele del caso in un momento di profonda sofferenza, hanno offerto la chiave di lettura per interpretare quelle immagini e per attribuire un volto e una responsabilità a ciascuno dei partecipanti.
Il lavoro dei carabinieri, condotto in sinergia tra il Nucleo investigativo di Campobasso e la compagnia di Trapani, ha dimostrato come la lontananza geografica non possa rappresentare un ostacolo alla giustizia, quando le prove sono solide e l'impegno degli inquirenti è costante.
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