Eni e Petronas, nuova alleanza per il gas in Indonesia e Malesia

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’accordo vincolante siglato ad Abu Dhabi, nel corso della fiera Adipec, tra l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, e il presidente di Petronas, Tengku Muhammad Taufik, dà vita a una società indipendente, una newco a partecipazione paritetica, che rappresenta il primo “satellite” oil & gas del gruppo italiano in Asia. Questo patto strategico, che si fonda sull’integrazione degli asset upstream posseduti dai due colossi energetici in Indonesia e in Malesia, mira a sfruttare le sinergie operative, unendo competenze distintive e ingenti risorse finanziarie per creare un operatore di prima grandezza nella regione. Descalzi, commentando l’operazione dalla stessa Asia, ha sottolineato come l’intesa contribuisca a rendere Eni, e per certi versi l’Italia, un attore sempre più rilevante sullo scacchiere globale dell’energia.

Una nuova potenza regionale con numeri importanti

La nuova entità, che nasce con una produzione combinata di circa 300 mila barili di petrolio equivalente al giorno, ha l’obiettivo dichiarato di crescere fino a toccare i 500 mila barili, potendo contare su riserve accertate per 3 miliardi di barili e un potenziale esplorativo stimato in 10 miliardi. “Abbiamo unito con Petronas i nostri rispettivi asset”, ha affermato Descalzi, delineando i contorni di un’operazione che va ben oltre una semplice joint venture. L’iniziativa, infatti, si inserisce in un più ampio disegno strategico con cui Eni intende aprire una nuova frontiera in Asia, puntando in maniera decisa sulla propria tecnologia e sulle proprie capacità per rafforzare la presenza in un mercato in forte espansione.

La strategia di diversificazione e gli investimenti pianificati

Per il numero uno di Eni, l’urgenza di non dipendere eccessivamente da singoli produttori, un’esigenza divenuta lampante in seguito all’invasione russa dell’Ucraina, è uno dei cardini della nuova politica energetica. La costituzione di questo “satellite” asiatico, che si concentrerà sull’estrazione e la produzione di gas, risponde proprio all’esigenza di accrescere la diversificazione energetica, evitando di essere, per usare le sue parole, “sotto scacco o schiavi di un unico soggetto”. Il piano di investimenti collegato all’operazione supera i 15 miliardi di dollari, una cifra che testimonia l’impegno profondo dei due partner e le ambizioni di crescita nella regione.

Il posizionamento di Eni nello scacchiere internazionale

Con questo passo, Eni aggiunge una pedina cruciale alla sua galassia internazionale, rafforzando non solo il proprio portafoglio nel settore gas del sudest asiatico, ma anche la proiezione verso mercati di assoluto rilievo come la Cina e il Medio Oriente. L’alleanza con la compagnia petrolifera statale malese permette al gruppo guidato da Descalzi di consolidare la sua natura sempre più globale, basando la propria espansione su partnership solide e sulla condivisione di risorse e know-how. Si tratta di un movimento che, pur non essendo il primo nel suo genere, segna un’accelerazione significativa nella penetrazione di un’area geografica dalle immense potenzialità.

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