Eni, la doppia mossa sul gas: maxi giacimento in Indonesia e intesa in Venezuela
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Redazione Economia
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L’Eni, che opera nel sud-est asiatico ormai dal 2001, continua a macinare successi nell’esplorazione offshore. Il colosso energetico guidato da Claudio Descalzi ha annunciato una scoperta di proporzioni notevoli nel blocco Ganal, precisamente nel bacino del Kutei, a circa settanta chilometri dalla costa del Kalimantan Orientale. Il pozzo esplorativo, denominato Geliga-1, ha intercettato una colonna di gas significativa nell’intervallo miocenico, caratterizzata da ottime proprietà petrofisiche secondo quanto riportato nella nota ufficiale; le stime preliminari parlano di volumi in posto pari a circa 140 miliardi di metri cubi di gas (equivalenti a 5 Tcf) a cui si aggiungono ben 300 milioni di barili di condensati.
Un hub nel bacino del Kutei
Perforato a una profondità d’acqua di circa 2mila metri e con un totale raggiunto di 5.100 metri, Geliga-1 non è un ritrovamento isolato. Si trova a soli 20 chilometri a nord della scoperta gigante di Geng North, risalente alla fine del 2023, e non lontano dal più recente pozzo Konta-1 del dicembre 2025. Questa concentrazione di riserve, che l’azienda definisce “scalabile”, sta plasmando una nuova geografia energetica nella regione. La nuova scoperta, inoltre, è adiacente al giacimento di Gula (ancora non sviluppato, con circa 56 miliardi di metri cubi di gas e 75 milioni di barili di condensati) e le valutazioni iniziali suggeriscono che l’unione delle risorse potrebbe generare un flusso aggiuntivo di 28 milioni di metri cubi al giorno di gas, gettando le basi per l’apertura di un terzo polo produttivo nel bacino.
Strategia e sviluppi giudiziari in Venezuela
Mentre in Indonesia si accelera sull’esplorazione – con un ulteriore pozzo previsto entro la fine del 2026 e due nel 2027 – l’Eni guarda anche all’America Latina per diversificare le proprie forniture. Nel lungo termine, l’azienda sta lavorando per ottenere il via libera all’export di gas dal Venezuela. Sebbene i dettagli dell’intesa siano ancora in fase di definizione, si parla di un accordo che coinvolgerebbe il grande giacimento offshore di Perla, con l’obiettivo di raddoppiare la produzione attuale. L’operazione si inserisce in un contesto di rilancio del settore energetico venezuelano, dove però non mancano le ombre. Sotto il profilo giudiziario, restano aperte le inchieste relative a presunti illeciti nelle pratiche commerciali passate nel Paese sudamericano; vertenze che il gruppo italiano sta gestendo attraverso i consueti canali legali internazionali, cercando di srare gli aspetti operativi da quelli contenziosi.
Volumi per i mercati internazionali
L’annuncio di Geliga-1 segue le recenti Decisioni Finali di Investimento (FID) per i progetti North Hub e South Hub, dimostrando una continuità operativa che mira a sfruttare le sinergie infrastrutturali già esistenti, come il gasdotto che alimenta l’impianto di Bontang. L’Eni, che detiene una partecipazione operativa dell’82% nel blocco Ganal (con Sinopec al 18%), sta inoltre portando avanti la cessione a terzi di una quota del 10% del proprio portafoglio indonesiano. Questi volumi di gas, si legge nella nota della società, saranno resi disponibili sia per il mercato nazionale indonesiano che per quello internazionale, contribuendo ad alleggerire le strozzature nella fornitura di Gnl che recentemente hanno colpito l’area del Golfo.




