Dl bollette, il senato dice sì alla fiducia: il provvedimento diventa legge
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Redazione Interno
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L’aula di palazzo Madama ha varato il provvedimento con 102 voti favorevoli, 64 contrari e due astenuti, blindando così il testo che era già uscito dalla camera qualche settimana fa. Il decreto legge – che il governo aveva presentato come uno strumento indispensabile per calmierare il caro energia – diventa pertanto operativo a tutti gli effetti, dopo un iter parlamentare segnato da un acceso confronto tra maggioranza e opposizione. L’esecutivo, com’era prevedibile, ha incassato la fiducia senza dover modificare una virgola del pacchetto originario; lo stesso meccanismo procedurale che ha compresso i tempi di discussione non ha però impedito a senatori e deputati di affrontare, seppur in controluce, alcune delle questioni più urgenti legate alla geografia dei conflitti in corso.
Cinque miliardi per famiglie e imprese, con un occhio alle centrali a carbone
La dotazione finanziaria del decreto si aggira attorno ai 5 miliardi di euro, e la maggior parte di queste risorse è destinata a tamponare gli effetti dell’instabilità dei mercati energetici. Tra le misure più concrete spicca un contributo da 115 euro sulla bolletta elettrica, erogato direttamente ai titolari del bonus sociale: una cifra, quella stanziata per questa voce, che ammonta a 315 milioni. Non mancano interventi pensati per le piccole e medie imprese energivore, le quali – come si legge nella relazione tecnica allegata al testo – hanno subito negli ultimi mesi incrementi tariffari a doppia cifra. Una novità di rilievo, sebbene destinata a far discutere, riguarda il futuro delle centrali a carbone italiane: il decreto ne prolunga infatti la vita operativa fino al 2038, cioè tredici anni oltre la scadenza fissata dal Piano nazionale energia e clima (che prevedeva lo spegnimento entro dicembre 2025). Questa deroga, spiegano i tecnici, potrà essere attivata solo in caso di emergenza certificata; nondimeno rappresenta una inversione di rotta significativa rispetto agli impegni europei sulla transizione verde.
L’ombra del conflitto mediorientale e la rincorsa contro il tempo
Il dibattito parlamentare – e lo si è visto soprattutto nelle repliche dei capigruppo – è stato costantemente attraversato dall’attualità geopolitica. La misura era stata varata dal consiglio dei ministri prima dell’esplosione del nuovo conflitto in medio oriente, un evento che ha contribuito a far schizzare nuovamente i prezzi del gas e dell’elettricità sui mercati all’ingrosso. Di qui l’urgenza di trasformare rapidamente il decreto in legge, visto che il termine ultimo per la conversione scadeva il 21 aprile. Il governo ha dunque scommesso sulla fiducia per accelerare i tempi, evitando emendamenti che avrebbero potuto dilungare l’esame. L’opposizione, pur votando compatta contro, ha denunciato l’eccessivo ricorso allo strumento fiduciario; una critrica, quest’ultima, che non ha però scalfito la maggioranza.
Bonus, telemarketing e le altre disposizioni minori
Oltre agli interventi più eclatanti, il dl bollette contiene una serie di misure di dettaglio che riguardano la vita quotidiana dei consumatori. Tra queste, una norma che mira a contrastare il fenomeno del telemarketing aggressivo legato alle offerte luce e gas: vengono rafforzati i poteri dell’autorità garante per le comunicazioni e inasprite le sanzioni per i call center che operano senza il consenso esplicito dell’utente. Si tratta, a ben vedere, di un tentativo di mettere un argine alle continue pressioni commerciali che molti cittadini segnalano. Un’altra disposizione, di carattere più tecnico, semplifica le procedure per accedere al bonus sociale, riducendo la documentazione richiesta agli isee già in possesso dell’anagrafe tributaria. Nessuna delle norme secondarie, comunque, modifica l’impianto principale del decreto, che resta ancorato all’obiettivo di calmierare le bollette nel breve periodo.
L’iter blindato e il numero definitivo dei voti
Il passaggio finale a palazzo Madama ha confermato quindi i numeri già visti alla camera: 102 favorevoli, 64 contrari e due astenuti. La fiducia, posta dal governo su tutti gli articoli del provvedimento, ha di fatto impedito qualsiasi modifica sostanziale. Il testo – ora pubblicato sulla gazzetta ufficiale – entra in vigore con effetto immediato, anche se alcune delle misure, come il contributo da 115 euro, richiederanno tempi tecnici per l’erogazione da parte dell’autorità per l’energia. Le associazioni di categoria, pur apprezzando lo stanziamento complessivo, hanno fatto notare come la proroga del carbone rischi di disincentivare gli investimenti sulle rinnovabili; una critica che il governo, per bocca dei suoi rappresentanti, ha respinto definendo l’emergenza energetica una priorità superiore a ogni altra considerazione di lungo periodo.




