Papa Leone XIV accoglie il Napoli: "Dicono che sono romanista, ma siete i benvenuti"
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Redazione Sport
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Nella Sala Clementina, dove l’atmosfera si è subito tingeva di azzurro, Papa Leone XIV ha ricevuto oggi i calciatori e i dirigenti del Napoli, freschi vincitori del quarto scudetto della loro storia. Con un sorriso che stemperava ogni possibile imbarazzo, il pontefice ha ironizzato sulle voci che lo dipingono come tifoso della Roma. “Forse non volevate applaudire perché la stampa dice che io sono romanista”, ha esordito, lasciando cadere le parole con quella levità tipica di chi sa bene come sciogliere le tensioni. “Ma benvenuti: quello lo dice la stampa, non tutto quello che leggete è vero”.
Il riferimento, chiaramente scherzoso, è apparso come un modo per sdrammatizzare una questione che, seppur marginale, aveva alimentato qualche curiosità. Leone XIV, del resto, non è nuovo a gesti che avvicinano il sacro al profano, senza mai scadere nella banalità. Dopo aver ribadito che “non tutto ciò che si legge corrisponde a realtà”, ha voluto sottolineare l’importanza del traguardo raggiunto dalla squadra. “Vincere il campionato è un percorso lungo, dove contano la costanza e il lavoro, non il singolo exploit”, ha aggiunto, riconoscendo il valore di una vittoria che ha riempito di orgoglio Napoli e i suoi tifosi.
L’incontro, organizzato per celebrare lo scudetto, ha visto la squadra arrivare in Vaticano su due pullman bianchi, dopo un viaggio in treno dalla Campania alla Capitale. Ad accoglierli, oltre al pontefice, c’era un clima informale, lontano dai formalismi che a volte caratterizzano queste occasioni. “Congratulazioni per la vittoria, una grande festa per la città”, ha detto Leone XIV, che ha poi posato per le foto ufficiali con la squadra, senza rinunciare a qualche battuta con i giocatori.




