Panathinaikos-Fiorentina, tra ricordi amari e nuove sfide
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Redazione Sport
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Giovedì sera la Fiorentina affronterà il Panathinaikos ad Atene, nell’andata degli ottavi di finale di Conference League, in un contesto che per i tifosi viola non è privo di ombre. La capitale greca, infatti, è stata teatro di una delle pagine più dolorose della recente storia del club: la finale persa contro l’Olympiacos nella scorsa edizione del torneo, un evento che ha lasciato un segno profondo, non solo per l’esito sportivo ma anche per il distacco che ne è seguito tra la squadra e la sua tifoseria.
Ad attendere i viola ci saranno circa 35.000 sostenitori del Panathinaikos, pronti a creare un’atmosfera incandescente nello stadio Apostolos Nikolaidis. I greci, che l’anno scorso hanno assistito da spettatori alla finale vinta dai rivali cittadini, cercheranno di sfruttare il fattore campo per complicare la vita agli italiani. La Fiorentina, dal canto suo, arriva ad Atene con un gruppo quasi al completo, fatta eccezione per Folorunsho e Colpani, lasciati a Firenze. Buone notizie, invece, arrivano dal recupero di Kean e Adli, elementi chiave per il tecnico Raffaele Palladino, che torna a concentrarsi sull’Europa dopo quasi tre mesi dall’ultima partita nel maxi girone unico, disputata a Guimaraes.
La squadra di Palladino dovrà fare i conti non solo con l’ambiente ostile, ma anche con un Panathinaikos che sta cercando di ritrovare la sua stabilità. Il tecnico portoghese Rui Vitoria, infatti, sta lavorando per recuperare un pezzo importante della difesa, pur mantenendo il classico modulo 4-3-3. La sfida, quindi, si prospetta equilibrata, con entrambe le formazioni chiamate a dare il massimo per prendere un vantaggio da portare nella gara di ritorno.




