Fiorentina-Inter, l’ultimo atto prima della sosta tra voglia di riscatto e ricordi amari
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Redazione Sport
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Sul terreno dello Stadio Artemio Franchi, stasera alle 20.45, andrà in scena il posticipo della trentesima giornata di Serie A, un confronto che oppone una Fiorentina in cerca di certezze assolute a un’Inter obbligata a ritrovare la scintilla del gioco che l’ha portata in vetta. La vigilia, come spesso accade quando la capolista inciampa, è stata segnata da un alone di nervosismo, ben rappresentato dalla scelta della società nerazzurra di osservare un silenzio stampa dopo l’ultimo pareggio con l’Atalanta, una decisione collettiva – come spiegato dal tecnico Cristian Chivu – per metabolizzare quanto accaduto in campo senza cercare alibi negli errori arbitrali o esterni. La squadra, reduce da tre partite senza vittorie, si presenta a Firenze con la necessità di allontanare lo spettro di un passato recente particolarmente doloroso: esattamente tredici mesi fa, sempre al Franchi, l’Inter di Simone Inzaghi subì un pesantissimo 3-0 che vanificò ogni tentativo di aggancio al Napoli capolista. Una sconfitta, quella, che rappresentò l’ultimo ko con almeno tre gol di scarto in campionato per i nerazzurri, un precedente che pesa come un macigno sulla vigilia di questa trasferta.
Dal canto suo, la Fiorentina affronterà l’impegno con la serenità che deriva da un momento di forma decisamente positivo, impreziosito dalle recenti vittorie in campionato contro la Cremonese e dalla qualificazione nei quarti di Conference League. I numeri raccontano di una squadra che ha cambiato passo nelle ultime uscite, ritrovando quella compattezza che era mancata nella prima metà di stagione, e che ora guarda alla zona retrocessione con un margine di sicurezza accresciuto. L’atmosfera intorno al Franchi, del resto, promette di essere incandescente: il tutto esaurito è praticamente certificato, con oltre ventiduemila spettatori pronti a sostenere i viola, i quali non potranno invece contare sulla presenza dei tifosi ospiti, bloccati a causa di un provvedimento legato a episodi accaduti in trasferte precedenti. Una situazione che carica di ulteriore responsabilità l’ambiente di casa, chiamato a trasformare il calore del pubblico in carburante per una prestazione di alto livello contro la corazzata di Chivu.
Le scelte obbligate e le possibili sorprese nelle formazioni
L’aspetto tattico sarà determinante in una sfida che mette di fronte due moduli speculari ma interpretati con filosofie differenti. Per l’Inter, l’assenza pesante di Lautaro Martinez – che difficilmente verrà rischiato dal primo minuto per preservarlo in vista degli impegni con la nazionale – costringerà Chivu a ridisegnare il reparto offensivo, affidando le chiavi dell’attacco a Marcus Thuram e al giovane Pio Esposito, in un tandem inedito che dovrà sopperire alla mancanza del capitano. In mediana, il grande interrogativo riguarda Hakan Calhanoglu: il turco, pienamente recuperato dai problemi fisici che lo hanno tormentato nelle scorse settimane, è il favorito per una maglia da titolare al centro del play, affiancato dal solito Nicolò Barella e da Zielinski, con Dumfries e Dimarco a presidiare le corsie esterne. In difesa, l’assenza di Bastoni obbligherà a un ballottaggio tra Acerbi e Carlos Augusto per comporre il terzetto con Bisseck e Akanji, un’unità difensiva chiamata a dimostrare la solidità che finora è mancata nelle ultime uscite.
Sull’altro fronte, Paolo Vanoli sembra intenzionato a confermare il 4-3-3 che ha dato nuova linfa alla sua Fiorentina, affidandosi alla qualità e alla velocità degli esterni per mettere in difficoltà la retroguardia avversaria. In attacco, Moise Kean è l’uomo simbolo di questa rinascita: dopo la doppietta dell’anno scorso proprio contro l’Inter, il centravanti rappresenta il terminale offensivo principale, supportato dalle incursioni di Parisi e Gudmundsson, mentre a centrocampo spicca il nome di Nicolò Fagioli, chiamato a dirigere le operazioni con il supporto di Mandragora e Brescianini. La linea difensiva sarà composta da Dodò e Gosens sugli esterni, con Pongracic e Ranieri centrali a protezione di un David De Gea che, ormai stabilmente titolare, avrà l’occasione per dimostrare tutto il suo valore contro gli attaccanti che lo avevano corteggiato durante l’ultima sessione di mercato. La chiave del match, secondo quanto filtrato dalla rifinitura, potrebbe risiedere nella capacità dei viola di rimanere “corti”, limitando gli spazi tra le linee e sfruttando la spinta dei terzini per colpire in velocità.
Il peso degli episodi arbitrali e le dinamiche del posticipo
La direzione di gara è stata affidata a Colombo, coadiuvato da Bahri e Dei Giudici come guardalinee, mentre al Var siederà Maresca con Massa a supporto come Avar. La scelta di un arbitro esperto per un match dal coefficiente di difficoltà alto sottolinea l’importanza del confronto, che arriva a ridosso della pausa per le nazionali. Un periodo di sosta, questo, che potrebbe rappresentare un’arma a doppio taglio: da un lato, la voglia di lasciare un segno positivo prima della pausa può alimentare la concentrazione; dall’altro, il pensiero degli impegni con le rispettive selezioni – come sottolineato da Chivu, che ha volutamente minimizzato l’argomento – rischia di rappresentare una sottile distrazione per i singoli. La tensione emotiva, insomma, sarà altissima, e in questi casi il fattore psicologico conta quanto quello atletico.
Osservando i precedenti, la statistica offre spunti interessanti: mentre l’Inter fatica a ritrovare il gol (uno solo nelle ultime tre uscite), la Fiorentina ha ritrovato quella solidità casalinga che l’aveva contraddistinta nei periodi migliori, riuscendo a non subire reti in più occasioni nei primi tempi. Il ricordo del 3-0 dell’anno scorso, con Ranieri e Kean a stendere i nerazzurri in una serata perfetta, aleggia ancora negli spalti, ma è chiaro che i due contesti siano profondamente diversi: allora l’Inter inseguiva, oggi difende un vantaggio che, seppur ridotto, le permette di gestire gli eventi con maggiore tranquillità. Per la Fiorentina, invece, il pareggio stesso rappresenterebbe un risultato prezioso per consolidare la classifica e guardare con fiducia alle ultime nove partite di un campionato che per loro è diventato un’occasione di riscatto dopo mesi difficili.




