I fedelissimi della Sampdoria contestano la dirigenza, mentre Mancini si dice pronto a sostenere il club
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Redazione Sport
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La retrocessione in Serie C della Sampdoria, evento senza precedenti nella storia del club, ha scatenato un’ondata di rabbia e frustrazione tra i tifosi, che ora chiedono conto alla dirigenza di un fallimento annunciato ma non per questo meno doloroso. Dopo il comunicato dei gruppi della Sud, che hanno convocato una protesta sotto lo stadio Ferraris per giovedì 22 maggio, anche i Fedelissimi Sampdoriani 1961 – altro pilastro della tifoseria blucerchiata – hanno preso posizione con toni duri, respingendo le scuse formali arrivate dalla società.
«Con profondo rammarico abbiamo letto il comunicato con cui provano a porgere le scuse», si legge nella nota, che sottolinea come il malcontento non sia dettato solo dall’esito sportivo, ma da una gestione considerata inadeguata. La crisi, del resto, non è esplosa all’improvviso: anni di difficoltà finanziarie e scelte discutibili hanno portato a un declino che ora raggiunge il suo punto più basso.
In questo clima di sbandamento, però, arriva la voce rassicurante di Roberto Mancini, legato alla Sampdoria da un vincolo che va oltre il semplice ricordo. Intervistato da Il Secolo XIX, l’ex allenatore della nazionale ha espresso tutto il suo affetto per una squadra che, ha ricordato, «è più di un club». «I tifosi sono i migliori del mondo, lo saranno sempre, anche in Serie C», ha detto, mettendosi simbolicamente a disposizione per contribuire al rilancio. Le sue parole, però, suonano come un balsamo su una ferita ancora aperta, mentre la realtà è che il futuro appare incerto e la rabbia dei sostenitori difficilmente si placherà senza un cambio di rotta chiaro.
Intanto, dalla parte opposta della città, la Gradinata Nord del Genoa ha annunciato una provocatoria cerimonia funebre in occasione dell’ultima partita casalinga contro l’Atalanta. «Mostreremo il nostro cordoglio per quanto avvenuto», si legge nel comunicato, che strizza l’occhio all’antica rivalità ma lascia trasparire anche un certo rispetto per una caduta che, in fondo, riguarda tutto il calcio genovese.




