Tensione a Bogliasco: i tifosi della Sampdoria contestano la squadra dopo la retrocessione in Serie C

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Sampdoria, reduce dalla sconfitta contro la Juve Stabia che ne ha sancito il definitivo crollo in Serie C, è tornata ad allenarsi ieri pomeriggio al centro sportivo «Mugnaini» di Bogliasco, tra le proteste di un gruppo di tifosi esasperati. Quello che avrebbe dovuto essere un semplice rientro in campo sotto la guida di Alessandro Evani si è trasformato in un pomeriggio di tensione, con cori ostili e minacce rivolte ai giocatori, accusati di aver tradito la maglia.

Fuori dai cancelli del complesso, presidiati da un massiccio schieramento di forze dell’ordine – tra camionette della polizia e agenti in tenuta antisommossa – si è radunata una ottantina di sostenitori, che hanno inveito contro la squadra e la dirigenza. Le urla, cariche di rabbia, hanno accompagnato gran parte dell’allenamento, mentre le forze dell’ordine, dopo un iniziale contenimento, hanno consentito a un gruppo di tifosi di avvicinarsi al campo, dove gli insulti sono continuati senza sosta.

La protesta ha assunto un tono simbolico quando i tifosi hanno chiesto – e ottenuto – la consegna delle maglie indossate dai calciatori durante la stagione. «Quella che per loro è stata solo una t-shirt, per noi ha un valore unico», hanno spiegato in un comunicato, annunciando di volerle donare alla Onlus «La Rianimazione dei bambini» del Gaslini. Un gesto che, al di là del significato benefico, suona come un atto di disconoscimento verso una squadra ritenuta indegna di rappresentare i colori sociali.

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