Infantino e la Fifa sotto pressione: la presunta liquidazione da 175.000 euro
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Redazione Sport
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La presunta liquidazione da oltre 175.000 euro a una dipendente con cui Gianni Infantino avrebbe avuto una relazione quando era segretario generale della Uefa tra il 2009 e il 2016 è al centro delle nuove tensioni che coinvolgono il presidente della Fifa. La cifra, resa nota dal Telegraph, riguarda una buonuscita da 150.000 sterline e si aggiunge a una fase già delicata per Infantino, segnata anche dallo scontro aperto con alcune confederazioni del calcio internazionale. La vicenda arriva infatti mentre aumentano le critiche sulla gestione della federazione mondiale e sui rapporti con gli organismi continentali.
L’estate di Gianni Infantino viene descritta come una successione di nuovi sviluppi, con la presunta mega liquidazione emersa nei giorni scorsi e ora accompagnata dal dettaglio economico. Secondo quanto riportato nell’input, il pagamento avrebbe riguardato una dipendente con la quale il presidente della Fifa avrebbe avuto una relazione nel periodo in cui ricopriva l’incarico di segretario generale della Uefa. La pubblicazione della cifra ha aggiunto un nuovo elemento alla pressione mediatica attorno alla leadership della Fifa, già coinvolta in un confronto con diverse realtà del calcio mondiale.
Lo scontro tra Fifa e confederazioni continentali
Parallelamente alla vicenda della presunta liquidazione, si è allargata la frattura tra la Fifa e tre importanti confederazioni continentali: Uefa, Concacaf e Afc. Il confronto è nato negli ultimi giorni anche dopo l’ipotesi, poi ritirata, avanzata dalla federazione guidata da Gianni Infantino sulla possibile cessione di una quota dei diritti commerciali dei Mondiali di calcio a fondi di investimento privati. La distanza tra le parti si è trasformata in un attacco diretto alla gestione della Fifa e al modo in cui viene esercitata la leadership dell’organizzazione.
Uefa, Concacaf e Afc hanno pubblicato una lettera congiunta nella quale hanno espresso la loro posizione nei confronti della Fifa e del presidente Gianni Infantino. Nel documento viene sottolineato che la leadership nel calcio non rappresenta un possesso personale e che il ruolo di guida deve essere considerato un servizio verso la famiglia del calcio che affida questo compito ai propri rappresentanti. Le confederazioni hanno inoltre richiamato la necessità di una distribuzione responsabile delle riserve economiche della Fifa per aumentare gli investimenti destinati allo sviluppo delle federazioni affiliate.
La contestazione a Infantino e la richiesta di un cambio al vertice
Lo scontro tra la Fifa e le confederazioni si è spostato su un livello più personale, con Uefa, Concacaf e Afc che hanno criticato il modo di gestire l’organizzazione da parte di Gianni Infantino. La contestazione, secondo quanto riportato, è diventata anche un confronto sulla fiducia nei confronti del presidente della Fifa, descritta come compromessa e spezzata dall’inganno. La lettera congiunta ha portato al centro del dibattito la richiesta di una nuova leadership definita al servizio del calcio.
La tensione coinvolge quindi più aspetti della gestione della Fifa: da una parte la presunta liquidazione da 150.000 sterline riportata dal Telegraph, dall’altra il contrasto con alcune delle principali confederazioni continentali. Il confronto vede contrapposte posizioni sulla direzione dell’organizzazione e sulla distribuzione delle risorse disponibili, mentre Uefa, Concacaf e Afc hanno scelto di intervenire pubblicamente con una presa di posizione comune contro l’attuale vertice guidato da Gianni Infantino.
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