Infantino, il Telegraph scuote la Fifa: “Buonuscita a sei cifre dell’Uefa per la presunta amante”
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Redazione Sport
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Non c’è tregua per Gianni Infantino. Mentre il presidente della Fifa si trova a gestire le tensioni con le principali confederazioni calcistiche – che hanno recentemente bocciato il suo ambizioso progetto di aprire i Mondiali a fondi di investimento privati –, un’altra doccia gelata arriva dalle colonne del Daily Telegraph.
Secondo il quotidiano britannico, il cui report è stato ripreso da Sky News, durante il periodo in cui Infantino ricopriva il ruolo di segretario generale dell’Uefa (dal 2009 al 2016), l’organizzazione avrebbe corrisposto un pagamento a sei cifre a una donna con cui il dirigente svizzero intratteneva una presunta relazione sentimentale, liquidandola con una buonuscita e finanziandole un master in amministrazione aziendale.
La ricostruzione del Telegraph e il ruolo di Platini
Il dossier pubblicato dal quotidiano inglese ricostruisce una vicenda che affonderebbe le radici negli anni del mandato di Michel Platini alla presidenza dell’Uefa. Secondo quanto ricostruito dal Telegraph, sarebbe stato proprio l’allora numero uno del calcio europeo a scoprire la relazione tra Infantino e la dipendente, imponendo un aut aut che avrebbe portato la donna a dover lasciare l’ente.
Per agevolarne l’uscita, la Uefa avrebbe stanziato una liquidazione di importo considerevole – si parla di una cifra a sei zeri – e si sarebbe fatta carico anche delle spese per un Mba che la donna avrebbe successivamente frequentato. Il tutto, sottolinea il giornale, con risorse economiche che avrebbero potuto essere reinvestite nel calcio di base o in altre attività istituzionali.
Le conseguenze sul fronte politico e istituzionale
Queste rivelazioni arrivano in un momento già particolarmente delicato per Gianni Infantino, la cui leadership è finita sotto scacco dopo il recente stop arrivato da Uefa e Concacaf riguardo al progetto di riforma dei Mondiali, che prevedeva l’ingresso di capitali esterni nel torneo. La concomitanza tra le frizioni politiche e lo scoppio di questa nuova bufera mediatica rischia di minare ulteriormente l’immagine di un presidente che, negli ultimi anni, aveva costruito la propria popolarità sulla crescita esponenziale degli introiti della Fifa e sull’espansione del format mondiale.
L’inchiesta del Telegraph, per quanto basata su fonti e documenti non ancora verificati in sede giudiziaria, riporta al centro del dibattito la gestione dei fondi federali e i meccanismi di potere che hanno caratterizzato le stanze del calcio che conta.
Il contesto giudiziario e le reazioni a Zurigo
Al momento, dalla sede della Fifa a Zurigo non sono giunte smentite ufficiali né prese di posizione dettagliate sulla ricostruzione offerta dal quotidiano britannico, sebbene fonti vicine al presidente abbiano fatto filtrare l’intenzione di non commentare singoli episodi risalenti a un’era precedente alla sua elezione alla massima carica del calcio mondiale.
Per Infantino, che ha sempre negato qualsiasi conflitto di interessi o irregolarità nella sua ascesa ai vertici, il rischio è che questa vicenda si sovrapponga alle già complesse dinamiche negoziali in atto con le confederazioni continentali, complicando ulteriormente il quadro in vista delle prossime scadenze elettorali. Il Telegraph ha inoltre anticipato che nei prossimi giorni potrebbero emergere ulteriori dettagli sui movimenti contabili dell’Uefa relativi a quel periodo, alimentando la speranza di un chiarimento che, per ora, appare ancora lontano.
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