Infantino e il secondo stipendio non dichiarato: l'inchiesta del Times scuote la Fifa
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Redazione Sport
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Un secondo stipendio, pagato da una società collegata ai Mondiali del 2026, e mai comparso nel bilancio ufficiale della Fifa. È quanto emerge da un'inchiesta del quotidiano britannico The Times, che ha acceso i riflettori sui compensi di Gianni Infantino, presidente della federazione calcistica mondiale dal 2016. Secondo la ricostruzione del giornale, nel 2024 Infantino avrebbe ricevuto 1,76 milioni di dollari dalla FWC2026 US Inc.
, la controllata statunitense creata per organizzare la rassegna iridata, in aggiunta ai 4,274 milioni di franchi svizzeri dichiarati nel rapporto annuale della Fifa.
Due entrate, una sola pubblica
Il meccanismo descritto dal Times è lineare: da una parte lo stipendio versato dalla sede di Zurigo, regolarmente iscritto nei documenti contabili; dall'altra i pagamenti provenienti dalla società americana, che non sarebbero mai stati resi noti. La cifra esatta, 1,76 milioni di dollari, figura in una dichiarazione fiscale depositata negli Stati Uniti presso l'Internal Revenue Service, l'agenzia delle entrate americana. Parte di queste somme, circa 626.000 dollari, sarebbe stata destinata a coprire l'affitto di una villa sul lungomare di Miami Beach, nelle Sunset Islands.
La norma sulla trasparenza e le reazioni
Dal 2016 la Fifa si è impegnata a pubblicare ogni anno la retribuzione del presidente e del segretario generale. L'articolo 43, paragrafo 13, dello statuto federale stabilisce che il compenso individuale del presidente, dei membri del consiglio e del segretario generale «shall be made public». Miguel Maduro, ex presidente del comitato di governance della Fifa, ha definito la mancata pubblicazione dei compensi aggiuntivi «una chiara violazione degli statuti della Fifa», chiedendo un'indagine indipendente.
La posizione della Fifa e i documenti americani
Interpellata dal Times, la Fifa non ha spiegato perché i pagamenti aggiuntivi non figurino nel bilancio annuale. Un portavoce ha affermato che la retribuzione del presidente e i benefit contrattuali sono stabiliti dal sottocomitato competente e che tali benefici vengono comunicati alle autorità statunitensi secondo gli obblighi previsti.
I documenti fiscali depositati negli Usa mostrano che né il segretario generale Matthias Grafström né Victor Montagliani, presidente della Concacaf e numero uno del consiglio di amministrazione della società organizzatrice, hanno ricevuto compensi extra dalla FWC2026.
La villa di Miami e il proprietario
L'inchiesta si sofferma anche sull'alloggio di Infantino a Miami. Il presidente della Fifa avrebbe soggiornato in una villa di lusso acquistata nel 2023 da Eric Schmidt, miliardario ed ex amministratore delegato di Google, per 27 milioni di dollari. Un portavoce di Schmidt ha dichiarato al quotidiano britannico che Infantino «ha pagato un affitto a prezzo di mercato per la casa per tre anni, ma ora non ci vive più».
Il Times si interroga su un eventuale collegamento tra i compensi aggiuntivi e la copertura delle spese abitative, ipotesi che la Fifa non ha confermato.
Il contesto delle elezioni presidenziali
Le rivelazioni arrivano a pochi mesi dalle elezioni presidenziali della Fifa, in programma a marzo. Infantino ha annunciato la sua ricandidatura, mentre le principali confederazioni continentali — Uefa, Concacaf e federazioni asiatiche — ne hanno chiesto le dimissioni. La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 18 novembre e finora non è emerso un rivale in grado di raccogliere i sostegni necessari tra le cinque federazioni nazionali.
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