Omicidio Nataly Quintanilla, il compagno chiese un box per nascondere il corpo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre gli inquirenti attendono l’esito dell’autopsia per confermare l’identità del corpo ritrovato domenica scorsa nelle acque del fiume Adda, a Zelo Buon Persico, in provincia di Lodi, nuovi dettagli emergono sull’omicidio di Johanna Nataly Quintanilla, la babysitter di 40 anni uccisa dal compagno Pablo Rivas Gonzalez nella loro casa di Milano lo scorso 24 gennaio. Il cadavere, secondo quanto ricostruito dalle indagini, sarebbe stato occultato in una valigia e trasportato nelle campagne a est della città, per poi essere abbandonato nelle acque del fiume.

Stando alle testimonianze raccolte dagli investigatori, il giorno successivo al delitto, Rivas avrebbe incontrato un amico e gli avrebbe chiesto, in modo apparentemente casuale, se potesse mettere a sua disposizione un box o una cantina. Una richiesta che, alla luce dei fatti, assume un significato macabro: l’uomo stava cercando un luogo dove nascondere il corpo della fidanzata, prima di optare per l’abbandono nel fiume. La ricostruzione degli spostamenti di Rivas, effettuata attraverso l’analisi delle telecamere di sorveglianza e dei dati dei conta-targhe, ha permesso di tracciare il percorso compiuto dall’uomo, che si sarebbe diretto verso Cassano d’Adda dopo aver incontrato l’amico.

Non solo. La sera precedente l’omicidio, Rivas avrebbe inviato un messaggio allo stesso amico, che gli aveva proposto di passare a prenderlo per uscire. “Non venire che qui l’ambiente è caldo”, avrebbe scritto. Una frase che, secondo i pubblici ministeri, rappresenterebbe una prova indiretta della lite in corso tra i due, culminata poi nel femminicidio.

L’autopsia sul corpo ritrovato, fissata per giovedì 6 marzo all’Istituto di medicina legale di Pavia, dovrebbe confermare definitivamente che si tratta di Johanna Nataly Quintanilla, scomparsa nella notte tra il 24 e il 25 gennaio. Parallelamente, verrà effettuato un test genetico per ufficializzare l’identità della donna.

Pablo Rivas Gonzalez, attualmente in carcere, è accusato dell’omicidio della compagna, avvenuto nella loro abitazione milanese. Dopo averla uccisa, l’uomo avrebbe nascosto il corpo in una valigia, trasportandola prima in auto e poi abbandonandola nelle acque dell’Adda. Le indagini, condotte con meticolosità, hanno permesso di ricostruire i movimenti dell’uomo, che sembra aver agito con freddezza e premeditazione, cercando anche di coprire le tracce del delitto.

Il ritrovamento del corpo, avvenuto domenica scorsa, ha portato nuova luce su un caso che aveva scosso l’opinione pubblica, soprattutto per la brutalità dell’omicidio e per il tentativo di occultamento che ne è seguito. Ora, con l’autopsia e gli esami genetici, si attende la conferma definitiva, che potrebbe chiudere un capitolo doloroso di questa vicenda.

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