Gasperini e il doppio binario: la corsa Champions e le attese di mercato
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La vigilia della trasferta di Parma, valida per la trentaseiesima giornata di Serie A 2025-26, ha restituito l’immagine di un allenatore, Gian Piero Gasperini, che cammina su un doppio binario ben definito. Da una parte c’è il presente, immediato e impellente, rappresentato dalla caccia al quarto posto che varrebbe l’accesso alla Champions League; dall’altra, un futuro ancora avvolto da quegli interrogativi di mercato che, inevitabilmente, finiscono per condizionare l’ambiente. E mentre i giallorossi si preparano ad affrontare il Parma al Tardini – con calcio d’inizio fissato alle 18 di domenica – il tecnico ha scelto di rispondere alle sollecitazioni con quella schiettezza che, suo malgrado, spesso alimenta il dibattito più di quanto lo spenga.
“La meritiamo noi”, ha affermato Gasperini, rivendicando con una punta d’orgoglio il diritto della sua squadra a giocarsi la massima competizione europea. Un’affermazione, la sua, che però non cade mai nella supponenza: il tecnico sa bene come la rimonta sia stata sorprendente, ma anche come il calendario riservi ancora insidie. I numeri, d’altronde, parlano chiaro: dopo la sconfitta di Milano, la squadra ha infilato quattro risultati utili consecutivi con tre vittorie, dieci gol segnati e solo uno subito. Un ruolino di marcia che ha riaperto una corsa che sembrava chiusa, riportando entusiasmo ma anche, inevitabilmente, quella pressione che deriva dalle grandi aspettative.
Il mercato e il concetto di “incedibile” secondo Gasperini
Se la Champions è l’obiettivo sportivo dichiarato, è altrettanto vero che il discorso si intreccia pesantemente con le strategie di calciomercato. Gasperini, in questo senso, è stato chirurgico nell’analizzare la situazione, smontando una retorica che vorrebbe la qualificazione europea come unica ancora di salvezza per le finanze o per attrarre talenti. “La Champions porta più risorse, e tutti vogliono arrivarci per quel motivo”, ha spiegato, per poi aggiungere una precisazione non banale: avere più soldi non garantisce di operare meglio, visto che “il mondo è pieno di società che sanno operare bene sul mercato anche senza quelle risorse”.
Più che sulle risorse, però, l’attenzione del tecnico si è concentrata su un concetto che, nel calcio liquido di oggi, suona sempre più come un’eresia: quello dell'”incedibilità”. Interrogato sul futuro di Manu Koné, uno dei perni del centrocampo, Gasperini non ha usato giri di parole, liquidando l’idea che un giocatore possa essere considerato intoccabile in senso assoluto. “Il calcio moderno non prevede più giocatori incedibili da nessuna parte, forse solo nelle squadre top mondiali”, ha tuonato il tecnico, precisando che di fronte a “offerte irrinunciabili” (seppur rare) tutti, o quasi, sono sacrificabili. Un’apertura di credito verso la permanenza dell’ex Borussia Mönchengladbach c’è – “mi piacerebbe che continuasse a giocare per la Roma” – ma non tale da precludere scenari diversi in caso di proposte economiche fuori mercato.
La strategia di Cuesta e le assenze nel Parma
Se Gasperini gioca a scacchi con il futuro, dall’altra parte della barricata, Carlos Cuesta pensa solo a come disturbare i piani della Roma. L’allenatore del Parma, che ritrova la squadra in un momento di tranquillità dopo aver evitato i rischi della retrocessione, ha dovuto fare i conti con un’infermeria che si riempie nel momento peggiore. La notizia più rilevante, lanciata in conferenza stampa, riguarda l’assenza di Oristanio: il giovane talento, insieme a Bernabé, non sarà disponibile per il match. Un doppio colpo per la mediana ducale, che costringerà lo spagnolo a rivedere i piani, magari pescando dai giovani della Primavera per completare la rosa.
Nonostante le defezioni, Cuesta non ha intenzione di presentare la bandiera bianca. Anzi, ha sottolineato come la Roma, grazie all’arrivo di Malen, si sia trasformata diventando “un’altra squadra” rispetto a quella incontrata all’andata. “Dobbiamo puntare sulle nostre armi”, ha ripetuto l’allenatore, esaltando la necessità di una prestazione corale per arginare la potenza di fuoco avversaria. Un monito chiaro, che parla della volontà di giocarsi la partita senza complessi di inferiorità, sfruttando magari le concomitanti defezioni giallorosse, visto che le condizioni di giocatori come Dybala, Soulé e Angelino restano da valutare con attenzione fino all’ultimo.
La gestione del gruppo e il caso Soulé
Tornando al fronte capitolino, Gasperini si è soffermato a lungo sulla condizione fisica dei singoli, fornendo aggiornamenti che, a questo punto della stagione, valgono oro per la gestione delle risorse. Il tecnico ha rivelato, ad esempio, i retroscena del lungo periodo complicato di Matias Soulé, frenato da un problema di pubalgia che ne ha limitato il rendimento. “Ha sofferto, ma sta superando tutto – ha spiegato l’allenatore – Non è ancora al meglio, ma il suo contributo sta diventando importante”. Discorso simile per Dybala, rientrato da due giornate: la Joya sta recuperando la condizione, anche se gli manca ancora un po’ di quella forza di tiro che ne fa un elemento differenziante.
Non sono mancati, infine, cenni al caso Angelino, protagonista di un’annata complicata fatta di alti e bassi. Gasperini, pur ammettendo le difficoltà del laterale, ha lanciato un segnale di fiducia, auspicando che il giocatore possa rivelarsi utile quantomeno in ottica della prossima stagione. Un modo, questo, per ribadire che l’attenzione è rivolta al Tardini, ma con la consapevolezza che ogni prestazione in questo rush finale rappresenta anche un biglietto da visita per il futuro.




