Papa Leone XIV a Castel Gandolfo: "Serve una rivoluzione dell’amore contro povertà e guerre"
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Redazione Interno
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Dinanzi a una folla di duemila fedeli, accalcati tra le transenne e i controlli di sicurezza, papa Leone XIV ha celebrato la messa nella parrocchia pontificia di San Tommaso da Villanova a Castel Gandolfo, tornando nella residenza estiva dopo sedici anni di assenza. Un ritorno che ha riportato il "gran pienone" delle domeniche di un tempo, con fedeli giunti anche da Roma per ascoltare le parole del Pontefice, accolto da uno striscione che recitava: "Benvenuto Santo Padre!".
Nell’omelia, il papa ha denunciato senza mezzi termini le piaghe che affliggono milioni di persone nel mondo, descrivendo popoli "spogliati, derubati e saccheggiati" da sistemi politici oppressivi, da un’economia che genera povertà e da conflitti che "uccidono sogni e vite". "Che cosa facciamo noi? Vediamo e passiamo oltre, oppure ci lasciamo trafiggere il cuore come il samaritano?", ha chiesto, richiamando l’esempio evangelico della compassione. Le sue parole, pronunciate con tono fermo ma pacato, hanno sottolineato l’urgenza di una "rivoluzione dell’amore", unico antidoto alla spirale di violenza e ingiustizia che schiaccia intere nazioni.
Non è mancato un riferimento implicito alle crisi internazionali, sebbene il discorso si sia mantenuto su un piano universale, evitando citazioni dirette. La guerra, ha osservato Leone XIV, non è solo quella combattuta con le armi, ma anche quella silenziosa condotta attraverso meccanismi economici e politici che privano gli ultimi di dignità e speranza. Un monito che risuona in un contesto globale segnato da tensioni, mentre Donald Trump, riconfermato alla guida degli Stati Uniti, riaccende interrogativi sulle strategie geopolitiche dei prossimi anni.
Dopo la messa, il papa si è spostato in piazza della Libertà per la recita dell’Angelus, trovando ad attenderlo un bagno di folla. Tra i presenti, molti hanno sottolineato la forza del suo messaggio, anche se il Pontefice ha evitato toni trionfalistici, preferendo insistere sulla necessità di un impegno concreto. "Oggi c’è bisogno di questa rivoluzione", ha ripetuto, quasi a voler trasformare le parole in un appello collettivo.




