Crimea, attacco ucraino a Kerch: le immagini satellitari mostrano i depositi in fiamme
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Redazione Esteri
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Le immagini satellitari dell'attacco ucraino a Kerch mostrano con chiarezza la trasformazione dell'area dei depositi di stoccaggio di carburante dopo il raid. I rilievi diffusi dall'agenzia Reuters evidenziano il confronto tra il 20 giugno, quando i grandi serbatoi cilindrici risultavano ancora intatti, e il giorno successivo, con una massiccia colonna di fumo nero e fiamme che si alza dall'impianto energetico colpito nella penisola della Crimea controllata dalla Russia. Il materiale documenta visivamente uno degli episodi più rilevanti della nuova offensiva ucraina sul fronte meridionale.
Raid contro depositi e collegamenti logistici della Crimea
L'attacco rientra in una delle più vaste operazioni a lungo raggio lanciate dall'Ucraina negli ultimi mesi contro la Crimea occupata dalla Russia. Nel corso della notte tra venerdì e sabato sono stati presi di mira infrastrutture energetiche, sistemi di difesa aerea e collegamenti logistici ritenuti cruciali per le operazioni militari di Mosca. Secondo le autorità russe, i raid hanno provocato almeno cinque vittime e decine di feriti, mentre Kiev presenta l'operazione come una risposta ai continui bombardamenti russi sulle città ucraine.
Gli effetti dell'offensiva non riguardano soltanto Kerch. Vicino al porto di Kavkaz, nel territorio di Krasnodar, diversi traghetti per auto utilizzati per i rifornimenti verso la Crimea risultano in fiamme dopo un attacco di droni. Le immagini diffuse online mostrano roghi e dense colonne di fumo nell'area, mentre altri incendi sono stati segnalati anche nella zona di Kerch, indicando un'azione concentrata sui principali punti di transito e approvvigionamento della penisola.
Zelensky conferma gli obiettivi colpiti
A confermare il nuovo attacco è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha dichiarato come siano stati colpiti obiettivi su entrambi i lati del ponte di Crimea. Nelle sue parole rientrano la logistica marittima destinata al trasporto di petrolio nella regione russa di Krasnodar e un deposito di petrolio situato a Kerch, nella Crimea temporaneamente occupata. La dichiarazione coincide con le immagini satellitari che mostrano il vasto incendio sviluppatosi nell'impianto di stoccaggio.
I raid colpiscono così il cuore della rete logistica della Crimea e, secondo quanto riportato, lasciano la penisola senza carburante destinato ai civili. Il confronto tra le immagini del prima e del dopo restituisce una documentazione immediata dell'entità dei danni: dai serbatoi integri del 20 giugno si passa, nelle rilevazioni successive, a una vasta area avvolta dal fumo e dalle fiamme. Parallelamente, gli incendi segnalati nell'area del porto di Kavkaz interessano traghetti impiegati per i collegamenti con la Crimea, rafforzando il quadro di un'offensiva rivolta contro infrastrutture energetiche e snodi logistici.




