Il Papa celebrerà i funerali del cardinale Ruini, domani nella basilica di San Pietro
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Sarà Papa Leone XIV, domani pomeriggio, a presiedere le esequie del cardinale Camillo Ruini, l'illustre porporato scomparso ieri all'età di 95 anni, la cui vita e il cui ministero hanno segnato indelebilmente la storia recente della Chiesa italiana e non solo. La Sala Stampa della Santa Sede, attraverso il consueto bollettino quotidiano, ha ufficializzato che il rito funebre si terrà giovedì 18 giugno alle 16.
30 all'Altare della Cattedra della Basilica di San Pietro, un luogo di solenne significato che ospiterà la liturgia di commiato per quello che è stato a lungo presidente della Conferenza episcopale italiana e vicario del Papa per la diocesi di Roma.
La decisione del Pontefice di celebrare personalmente le esequie, un gesto che non viene concesso a tutti i prelati defunti, è stata letta come un segno tangibile per onorare l'altissimo rilievo istituzionale che Ruini ha ricoperto all'interno della Chiesa cattolica, quasi a suggellare l'importanza di una figura che ha saputo coniugare il rigore teologico con una non comune capacità di lettura delle dinamiche sociali e politiche del Paese.
L’ultimo saluto nella basilica vaticana
La liturgia esequiale, che vedrà la partecipazione di cardinali, arcivescovi e vescovi convenuti da ogni parte d'Italia, rappresenta il momento culminante del tributo a un uomo che per oltre un ventennio è stato considerato una delle menti più influenti del cattolicesimo italiano; prima della celebrazione, tuttavia, la camera ardente è stata allestita già da oggi, a partire dalle 12, nella Cappella della Madonna della Perseveranza del Pontificio Seminario Romano Minore, consentendo così a fedeli e personalità di rendere l'ultimo omaggio alla salma del porporato.
Dopo la solenne celebrazione in Vaticano, il feretro lascerà la basilica per intraprendere il viaggio verso la diocesi natale del cardinale, dove è prevista una seconda cerimonia esequiale che si terrà venerdì 19 giugno alle 16 nella Cattedrale di Reggio Emilia, presieduta dall'arcivescovo locale, in un ideale ideale ritorno alle sue radici emiliane. La Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, nel frattempo, si riunirà in preghiera già questa sera alle 20.
30, sempre in Cattedrale, con la recita del santo Rosario in suffragio del suo illustre figlio, dimostrando un profondo legame che va al di là del semplice ruolo istituzionale.
Una vita al servizio della Chiesa e della storia italiana
Il cardinale Ruini, che del resto non è stato soltanto un alto prelato ma una vera e propria istituzione, ha guidato la Conferenza Episcopale Italiana dal 1991 fino al 2007, ricoprendo contemporaneamente l'incarico di Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma e quello di Arciprete della Basilica di San Giovanni in Laterano.
La sua scomparsa ha suscitato un'ondata di cordoglio che ha attraversato l'intero mondo cattolico, e che ha trovato espressione nelle parole della presidenza nazionale dell'Azione Cattolica Italiana, la quale lo ha ricordato come un pastore che «ha segnato in profondità la vita ecclesiale e civile italiana» rappresentando una figura «di grande rilievo per la Chiesa universale tutta».
Proprio la sua capacità di interpretare il sentire dei cattolici in un'epoca di profondi mutamenti sociali, unita a un'intelligenza acuta nel discernere le svolte politiche del Paese, gli valsero la fama di uomo capace di tessere rapporti trasversali, senza mai rinunciare a difendere con fierezza quel patrimonio di valori di cui la Chiesa si sentiva depositaria; gli stessi che, con il suo motto episcopale "Veritas liberabit nos", egli ha sempre considerato come una bussola per guidare le transizioni culturali dell'Italia contemporanea.
Il tributo di un’intera generazione ecclesiale
Mentre i preparativi per le esequie procedono in un clima di raccolta partecipazione, i messaggi di vicinanza si moltiplicano, a testimonianza di come la sua eredità spirituale e culturale abbia attraversato diversi ambiti, dalla politica alla società civile, trovando spazio anche in quelle che sono state definite le "periferie" del dibattito pubblico.
L'arcivescovo di Reggio Emilia, che presiederà la celebrazione nella città natale, ha voluto sottolineare come la figura di Ruini abbia rappresentato un punto di riferimento per intere generazioni di cattolici, e come il suo ministero, svolto con intelligenza, passione pastorale e profondo senso ecclesiale, resterà impresso nella memoria della Chiesa italiana.
La scelta di Papa Leone XIV di presiedere personalmente le esequie, invece di delegare a un altro cardinale, sottolinea ulteriormente la volontà di mettere in risalto il ruolo fondamentale che Ruini ha avuto nell'architettura istituzionale vaticana, specialmente durante i pontificati di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, di cui è stato un fedele e prezioso collaboratore.




