Milano a valanga anche in Gara 2: Venezia travolta 92-79, l’Olimpia a un passo dal 32esimo scudetto

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non c’è mai stata partita, almeno per i primi ottanta minuti di questa serie, e così il copione si ripete identico: l’Olimpia Milano, come già accaduto nell’esordio, centrifuga nuovamente la Reyer Venezia con un perentorio 92-79, un risultato – va detto – fin troppo generoso nei confronti dei lagunari se si considera il divario mostrato sul parquet dell’Unipol Forum.

La squadra di coach Poeta, orchestrata con la consueta precisione, ha di fatto ipotecato il titolo, portandosi sul 2-0 nella serie e avendo ora a disposizione il primo match point per la conquista del trentaduesimo scudetto, in programma martedì sul difficile campo del Taliercio. Una superiorità, quella milanese, che appare schiacciante sotto molteplici aspetti, dalla fisicità sotto i tabelloni alla capacità di fare girare palla con una fluidità che l’organizzazione difensiva veneziana, guidata da coach Spahija, non è riuscita in alcun modo a arginare.

L’onda d’urto nel secondo quarto: il parziale che spezza la resistenza

Se il primo quarto si era chiuso sul 31-22, con Zach LeDay (autore di 18 punti complessivi e di un impressionante 4/4 da tre punti) a fare da apripista, è stato nel secondo periodo che la pratica è stata definitivamente archiviata. Venezia, galvanizzata da un parziale di 7-0 che aveva riportato il gap a soli cinque punti (38-33), ha subito la classica “doccia gelata” dopo il timeout chiamato da Poeta. Da quel momento, la retroguardia orogranata è letteralmente implosa sotto i colpi di una squadra che ha toccato il +27 nel punteggio.

A confezionare il break decisivo ci ha pensato Armoni Brooks – eletto mvp del campionato – il quale, con una fiammata di dieci punti consecutivi a cavallo della fine del primo tempo e dell’inizio della ripresa, ha scavato una voragine (62-39 all’intervallo) da cui Venezia non ha più avuto la forza di uscire, nonostante un timido tentativo di reazione nella seconda metà di gara.

I singoli e le note tattiche: l’orchestra di Poeta e il momento no di Parks

La profondità del roster milanese si è rivelata, ancora una volta, un’arma letale: ai 19 punti di Brooks si sono aggiunti i 16 di Leandro Bolmaro e il solito apporto di Ousmane Diop, autore di 9 punti, senza dimenticare la regia illuminata di Shields (8 assist) e la solidità di Nikola Mirotic, meno brillante nel punteggio ma fondamentale nelle letture.

Dall’altra parte, la Reyer ha pagato a caro prezzo la serata opaca di elementi chiave come Jordan Parks, apparso fuori partita e in balia degli eventi, mentre Kyle Wiltjer (19 punti) e RJ Cole (16) – nonostante le buone cifre – hanno costruito la loro rimonta a risultato ormai compromesso. La grande differenza, però, si è vista nella circolazione di palla: Milano ha imposto un ritmo forsennato, costringendo gli avversari a subire 27 assist, un numero che fotografa perfettamente lo stato di grazia collettivo della formazione biancorossa.

Un margine che inganna: la rincorsa vana dei lagunari nel finale

Il punteggio finale di tredici lunghezze di scarto – lo si accennava – non rende giustizia al dominio esercitato per gran parte della contesa. Tuttavia, è doveroso annotare la reazione d’orgoglio della Reyer nell’ultima frazione; quando l’inerzia sembrava ormai morta e sepolta e l’Olimpia ha mollato visibilmente la presa (forse con eccessiva leggerezza), gli uomini di Spahija hanno imbastito un contro-break che li ha portati a sfiorare la doppia cifra di svantaggio, rendendo il passivo meno pesante agli occhi della statistica.

Un sussulto, quello dei lagunari, che non ha mai realmente messo in pericolo la vittoria milanese, ma che testimonia come, nonostante l’evidente differenza tecnica attuale, Venezia non abbia intenzione di alzare bandiera bianca prima del triplice fischio. Con le spalle al muro e una serie che pende da un filo, l’appuntamento di martedì rappresenta per i orogranata l’ultima occasione per tentare un’impresa che apparirebbe, sulla carta, ai limiti del miracoloso.

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