Perché è stato cancellato il superG di Beaver Creek dopo 31 numeri: il regolamento ha salvato Kriechmayr
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Redazione Sport
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Quella che gli organizzatori hanno concluso a causa delle avverse condizioni meteorologiche è stata una gara decisamente complicata, segnata da continue interruzioni e da una visibilità che, complici la fitta nevicata e le insidiose raffiche di vento, è progressivamente peggiorata nel corso della prova. La decisione definitiva, presa nella serata di venerdì, ha portato alla cancellazione del SuperG di Coppa del Mondo dopo il passaggio dei primi trentun atleti, vanificando così le speranze di quelli ancora in attesa di partire, i quali non hanno avuto la possibilità di giocarsela. Non appare esagerato affermare che il regolamento, in questa specifica circostanza, abbia in un certo senso salvato Vincent Kriechmayr, il quale, partito con il pettorale numero nove, aveva già siglato una prestazione di assoluto valore che lo aveva portato in testa alla classifica provvisoria.
Il risultato di un pomeriggio di lotta contro gli elementi
Dominik Paris, capitano della squadra azzurra, si è detto soddisfatto per il quarto posto conquistato nonostante un errore nella prima parte del tracciato, un settore che lui stesso ha definito "una guerra", dove ha lasciato oltre otto decimi prima di imporsi come il più veloce nella parte finale. Il distacco finale dal podio, che ha toccato appena dodici centesimi, giunge dopo le buone prove fornite sia nella discesa libera di giovedì che nel precedente superG di Copper Mountain, consolidando un momento di forma positivo in vista del trittico in Val Gardena. "Arrivare in fondo con un quarto posto è ottimo", ha commentato l'ataliano, il cui piazzamento ha rappresentato il miglior risultato per la nazionale italiana in questo avvio di stagione, sfiorando quel podio che ancora manca.
Le reazioni della squadra italiana dopo la prova
Accanto alla prestazione di Paris, quella di Giovanni Franzoni si è configurata come un decimo posto che lascia un retrogusto amaro, considerando l'affinità del gardesano con un tracciato che solitamente ama. "Un peccato, volevo il podio", ha sottolineato l'azzurro, il quale avrebbe voluto di più in una situazione così particolare. Diversa la situazione di Mattia Casse, finito oltre la ventesima posizione dopo aver affrontato la pista in condizioni già marcatamente critiche, un'esperienza simile a quella vissuta da altri atleti che si sono trovati a scendere quando gli elementi erano ormai diventati padroni del tracciato. "Ho fatto freeride", ha sintetizzato con ironia Casse, descrivendo una discesa nella quale la linea di gara era ormai compromessa.
Il merito di una vittoria in condizioni estreme
Vincent Kriechmayr, vincitore della prova nella sua porzione valida, ha dispensato tutta la sua classe sul tratto più tecnico della pista, pennellando le porte con una maestria che pochi hanno mostrato. A trentaquattro anni, l'austriaco sembra aver imboccato una seconda giovinezza, confermando i segnali di ripresa già emersi a Copper Mountain e distanziando i fantasmi di una passata stagione non esaltante. Con questo successo, Kriechmayr ha consolidato la sua leadership nella classifica di specialità, accumulando un totale di centottanta punti. Alle sue spalle si è piazzato il norvegese Fredrik Moeller, autore del suo secondo podio in carriera dopo la vittoria ottenuta a Bormio nella stagione precedente, in una gara il cui esito, seppur parziale, ha premiando la capacità di adattamento e la precisione nella prima fase della competizione.




