Un Kriechmayr da applausi stravolge i pronostici nel superG di Beaver Creek

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La "Birds of Prey" di Beaver Creek, traccia leggendaria e temuta dal circo bianco, ha regalato un episodio di quelli che ribaltano ogni certezza, nonostante le condizioni accettabili che ne hanno permesso lo svolgimento con un ritardo di appena trenta minuti. Sulla neve del Colorado, dove il giorno prima aveva trionfato nella discesa, l’atteso bis di Marco Odermatt si è infranto contro la prestazione monumentale di un veterano in stato di grazia: l’austriaco Vincent Kriechmayr, partito con il pettorale 19, ha sciato in maniera così perfetta da rifilare distacchi abissali a tutti i predecessori, compreso il fenomeno elvetico.

La gara perfetta che ridisegna la classifica

Kriechmayr, che nei tratti più ripidi del tracciato è apparito semplicemente impeccabile, ha costruito la sua vittoria con una discesa che i commentatori hanno definito senza appello come "la gara perfetta", una prova che ha lasciato senza parole gli addetti ai lavori e che ha inevitabilmente modificato ogni prospettiva di risultato. Lo stesso Odermatt, principale candidato al successo dopo il trionfo in discesa e quello nel super-g di Copper Mountain, ha dovuto inchinarsi al tempo del rivale, terminando la sua prova a oltre un secondo e ventatré centesimi di ritardo, un distacco che in questo livello equivale a un abisso.

L'Italia a caccia di conferme con i suoi nove atleti

Dal canto suo, la spedizione azzurra, schierata con ben nove atleti al via tra i quali quattro partivano entro i primi quindici numeri di pettorale, ha cercato di inserirsi in una lotta per il podio che si è rivelata più complessa del previsto. Con Franzoni sceso in pista per primo con il numero 2, seguito da Paris, Bosca e Casse, le speranze italiane si sono misurate con un tracciato tecnico e un livello di competizione elevatissimo, un contesto dove gli scenari, come anticipato, potevano aprirsi alle sorprese più imprevedibili. La gara, infatti, si è dimostrata aperta a diversi interpreti, con atleti come Moeller, Cochran-Siegle e altri rappresentanti della forte squadra austriaca pronti a lottare per i gradini più alti.

Odermatt secondo, ma il commento che vale più di un trofeo

Nonostante la sconfitta, la performance di Marco Odermatt non è passata inosservata, anzi, ha generato un riconoscimento particolare da parte degli osservatori più esperti. Un commentatore, analizzando la sua discesa, ha dichiarato di non aver mai visto nessuno sciare in quel modo specifico sullo steilhang, il pendio più ripido della pista: un apprezzamento tecnico che, al di là del risultato immediato, sottolinea la straordinaria qualità del suo sci. Una lode che, in un certo senso, accompagna il percorso di un atleta che, pur non riuscendo a replicare la tripletta iniziata con la vittoria in gigante e proseguita con i successi in discesa e super-g a Copper, resta un dominatore assoluto della Coppa del Mondo in questa fase di stagione.

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