Reggio Children, accuse di antisemitismo al sindaco Massari: "Falso, noi aperti a tutti"
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Redazione Interno
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La rinuncia di un gruppo di insegnanti ebrei statunitensi a un programma di formazione a Reggio Emilia ha acceso una polemica politica nazionale che coinvolge direttamente il sindaco Marco Massari e la società Reggio Children, controllata al 51% dal Comune. Al centro della vicenda c'è la richiesta, avanzata ai partecipanti, di sottoscrivere una carta dei valori contenente una presa di distanza dalla guerra e da ogni forma di genocidio. Una richiesta che, secondo quanto riportato da Jewish Insider, è stata interpretata come un diktat politico imposto in quanto ebrei.
La carta dei valori e la rinuncia degli educatori
Il documento, presentato il 6 ottobre alla Consulta delle scuole e dei nidi d'infanzia, impegna chiunque entri in relazione con il sistema educativo reggiano a difendere i diritti umani, condannare ogni forma di genocidio e rifiutare la militarizzazione delle scuole. Secondo la ricostruzione fornita da Jewish Insider, agli educatori del Paradigm Project sarebbe stata chiesta un'ulteriore presa di distanza esplicita dalle politiche del governo israeliano.
Il testo della dichiarazione, nella versione riportata, recitava: "Prendo le distanze dall'occupazione di Gaza e dalla violazione dei diritti dei bambini e degli esseri umani nei territori occupati e in ogni altra parte del mondo".
Il gruppo, composto da circa cento docenti provenienti da istituti americani e israeliani, ha annullato il viaggio con una lettera inviata il 7 ottobre. Pesha Kletenik, responsabile della Manhattan Day School, ha spiegato le ragioni della decisione: "Le nostre identità sono state rese pubbliche e i nostri profili social personali e istituzionali sono stati esaminati e presentati come prova del nostro sostegno a Israele e all'Idf".
L'organizzazione ha motivato la rinuncia con la necessità di "un ambiente sereno e aperto" per un'esperienza di studio che, nell'attuale clima, non sarebbe stata possibile.
Le reazioni politiche e le accuse di antisemitismo
La vicenda ha rapidamente assunto una dimensione politica nazionale. Il senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto ha commentato sui social: "Chiedere agli ebrei, in quanto ebrei, di prendere le distanze dalle politiche del governo israeliano è antisemitismo". La sottosegretaria leghista alla Cultura Lucia Borgonzoni ha parlato di antisemitismo, mentre il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera Galeazzo Bignami ha chiesto piena luce su quanto accaduto, definendo la vicenda un fatto che "rischia di danneggiare la credibilità internazionale della città".
La posizione più dura è arrivata da Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano, che ha dichiarato: "I metodi e il clima instaurati da certi Comuni emiliani mi ricordano molto quelli di Goebbels e quanto scriveva il gerarca fascista Roberto Farinacci: 'ebrei razza immonda da seppellire in quanto tali'". Meghnagi ha aggiunto che "non si può chiedere a un cittadino americano, a un docente, a un ebreo, di rispondere come ebreo, in quanto tale" e ha chiesto le dimissioni dell'amministrazione comunale, parlando di "schedatura su base razziale".
La replica del sindaco e l'arrivo della delegazione israeliana
Il sindaco di Reggio Emilia Marco Massari ha respinto con fermezza le accuse. "Le dichiarazioni del presidente della Comunità ebraica di Milano ci sorprendono", ha dichiarato. "Respingiamo con fermezza le accuse di antisemitismo rivolte al Comune di Reggio Emilia, che non corrispondono in alcun modo ai nostri valori, alla nostra storia e alle ragioni del nostro impegno educativo".
Secondo il primo cittadino, la carta "non chiede a nessuno di rispondere in quanto ebreo, israeliano o appartenente a qualsiasi altra comunità", ma richiede la condivisione di "principi universali di rispetto e protezione dell'infanzia".
Massari ha inoltre annunciato che accoglierà personalmente una delegazione di venticinque docenti israeliani attesa in città, il cui arrivo è confermato per i prossimi giorni. "Reggio Emilia accoglie tutte le scuole", ha spiegato, sottolineando come il dialogo resti aperto anche con gli insegnanti americani che hanno scelto di non venire. Nel frattempo, l'attivista Cosimo Pederzoli, che per primo ha denunciato i legami degli insegnanti con l'Idf facendo scoppiare il caso, è stato inserito in un report del Ministero israeliano per la lotta all'antisemitismo.
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