Reggio Children, la bufera internazionale e l'accusa di "metodi da Terzo Reich"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Era il 1° ottobre 2025 quando il sindaco di Reggio Emilia Marco Massari veniva fischiato dal palco del teatro municipale dopo aver ricordato la necessità di liberare gli ostaggi israeliani in mano ad Hamas. A distanza di un anno, la città emiliana si trova nuovamente al centro di una tempesta mediatica e politica, questa volta per la vicenda legata alla visita delle delegazioni di scuole ebraiche americane e israeliane nell'ambito del progetto educativo di Reggio Children.
La lettera di valori e il rinvio della delegazione americana
Al centro della controversia c'è una interlocuzione informale intercorsa attraverso messaggi, mail e call tra Reggio Emilia e gli Stati Uniti, che secondo Reggio Children «nella migliore delle ipotesi è stata mal interpretata». La delegazione americana del Paradigm Project ha deciso di rimandare il viaggio dopo aver valutato collettivamente il dibattito in corso in città. La presidente di Reggio Children Maddalena Tedeschi ha precisato che non si è trattato di una defezione formale, ma di una decisione maturata in un clima di crescente tensione.
Pesha Kletenik, responsabile della Manhattan Day School e tra le educatrici che avevano programmato di partecipare, ha dichiarato che le identità dei docenti sono state rese pubbliche e i loro profili social personali e istituzionali sono stati esaminati come prova del loro sostegno a Israele e alle forze di difesa israeliane. La dirigente scolastica ha spiegato che la richiesta di sottoscrivere una dichiarazione di presa di distanza dalle politiche del governo Netanyahu è stata ritenuta inaccettabile.
La posizione del sindaco Massari e la replica di Reggio Children
Il sindaco Marco Massari ha respinto con fermezza le accuse di antisemitismo rivolte al Comune, definendole non corrispondenti ai valori, alla storia e alle ragioni dell'impegno educativo della città. «Avrei preferito che gli insegnanti delle scuole ebraiche americane venissero a Reggio Emilia, ora prenderò un rapporto diretto con loro», ha dichiarato il primo cittadino, spiegando che non è mai stato chiesto di prendere le distanze da quanto accade a Gaza.
Secondo Massari, la carta di valori elaborata da Reggio Children esplicita semplicemente il rifiuto di ogni forma di genocidio, senza identificare alcun Paese in particolare.
La presidente Tedeschi ha sottolineato che le persone che chiedono di partecipare al programma sono insegnanti singoli provenienti da scuole in parte israeliane e in parte statunitensi, non organizzazioni filogovernative, e ha ribadito l'importanza di distinguere tra il governo israeliano e lo Stato di Israele. Il documento «Per una educazione democratica e partecipata» rappresenta l'unico riferimento ufficiale del sistema educativo reggiano e chiede a chiunque si avvicini all'istituzione di difendere i diritti umani, contrastare ogni discriminazione e condannare ogni forma di genocidio.
L'attacco della comunità ebraica milanese e le richieste di chiarimento
Walker Meghnagi, presidente della comunità ebraica di Milano, ha accusato l'amministrazione comunale di Reggio Emilia di utilizzare metodi che ricordano quelli di Goebbels e del gerarca fascista Roberto Farinacci, chiedendo le dimissioni della giunta. «Non si può chiedere a un cittadino americano, a un docente, a un ebreo, di rispondere come ebreo, in quanto tale», ha affermato Meghnagi, definendo la richiesta una forma di schedatura su base razziale.
Il sindaco Massari ha replicato definendo il riferimento al Terzo Reich inaccettabile e incomprensibile, ricordando che la sua città è Medaglia d'Oro per la Resistenza.
Sulla vicenda sono intervenuti anche esponenti politici nazionali, con Fratelli d'Italia e Lega che hanno parlato di una sconfitta per Reggio Emilia e chiesto chiarezza sull'accaduto. Il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, ha sollecitato un intervento dell'amministrazione comunale per garantire trasparenza sulle decisioni assunte, mentre il ministro Matteo Salvini ha chiesto le dimissioni del sindaco. Da parte loro, i 25 insegnanti ed educatori provenienti da Israele hanno confermato la partecipazione alla visita di studio in programma dal 12 al 16 ottobre.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
