Reggio Children, l'audio e la richiesta di firma su Gaza: arrivate le maestre israeliane

Reggio Children, l'audio e la richiesta di firma su Gaza: arrivate le maestre israeliane
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   La giornata di studio sul «Reggio Emilia Approach» si è aperta con un appello alla ricostruzione dei legami. «Ora, più che mai, dobbiamo riportare la luce e mantenere saldo il ponte fra di noi». È quanto ha dichiarato la coordinatrice del gruppo di insegnanti giunte da Israele all'inizio dell'incontro di ieri al Centro Internazionale Loris Malaguzzi di Reggio Emilia, secondo quanto diffuso dalla stessa Reggio Children.

Parole distensive, pronunciate mentre attorno alla vicenda continuano a circolare documenti e registrazioni che hanno alimentato la polemica nei giorni precedenti l'arrivo della delegazione.

La genesi della richiesta

Al centro della controversia c'è un documento fatto sottoscrivere agli insegnanti invitati, la «Carta per un'educazione democratica e partecipata», alla quale Reggio Children ha affiancato una richiesta di presa di distanza esplicita dalle politiche del governo israeliano. La notizia, diffusa dalla testata Jewish Insider e rilanciata dalla stampa italiana, ha fatto emergere l'esistenza di un addendum specificamente rivolto ai docenti di religione ebraica.

Nel testo, secondo le ricostruzioni, si chiedeva di dichiarare di prendere le distanze dall'occupazione di Gaza e dalla violazione dei diritti dei bambini e degli esseri umani nei territori occupati.

L'audio e il contenuto delle richieste

Nelle ore successive è emerso un ulteriore elemento: una registrazione audio nella quale si esplicita il tenore delle richieste avanzate. Nel file si afferma che a ciascuna persona è stato chiesto individualmente di prendere le distanze «dall'occupazione, dalle politiche di Netanyahu, dall'occupazione dei territori e dal genocidio».

Il comunicato diffuso da Reggio Children il 7 ottobre scorso, data che coincide con l'anniversario dell'attacco di Hamas del 2023, conteneva già un passaggio in cui si spiegava che al gruppo di insegnanti ed educatori era stata chiesta «un'ulteriore presa di distanza, esplicita, dalle politiche del governo Netanyahu».

La rinuncia statunitense e la posizione del sindaco

La delegazione proveniente dagli Stati Uniti, composta da docenti di scuole ebraiche, ha deciso di annullare il viaggio. A riferirlo è stato il 'Paradigm Project', il progetto formativo che aveva organizzato la trasferta, con una lettera inviata proprio il 7 ottobre. «Le nostre identità sono state rese pubbliche e i nostri profili social personali e istituzionali sono stati esaminati e presentati come prova del nostro sostegno a Israele e all'Idf», ha dichiarato Pesha Kletenik, responsabile della Manhattan Day School.

Il sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, ha respinto le accuse di antisemitismo rivolte alla città, sostenendo che la richiesta di tutela dei diritti dei bambini non possa essere confusa con una discriminazione su base religiosa o etnica, e ha ribadito che «Reggio Emilia è e resterà un luogo di incontro per insegnanti ed educatori di tutto il mondo».

Le reazioni nella città e il confronto sulla carta

La vicenda ha visto l'intervento di diversi soggetti. La Cgil locale aveva chiesto di annullare la visita delle scuole ebraiche, sostenendo che chi si rende responsabile di violazioni del diritto internazionale debba essere isolato. L'Assemblea Reggiana per la Palestina, protagonista delle proteste, ha diffuso una nota in cui si afferma che Malaguzzi insegna l'inclusione ma anche a ripudiare razzismo e privilegio.

Sul fronte opposto, Walker Meghnagi, presidente della comunità ebraica di Milano, ha definito i metodi e il clima di «certi Comuni emiliani» come qualcosa che ricorda «molto quelli di Goebbels», chiedendo le dimissioni dell'amministrazione comunale. Il sindaco Massari ha replicato definendo il paragone inaccettabile e ricordando che Reggio Emilia è Medaglia d'Oro per la Resistenza.

Il programma della delegazione israeliana

I 22 insegnanti ed educatori provenienti da Israele, che hanno confermato la partecipazione, incontreranno bambini e insegnanti di asili e scuole dell'infanzia del territorio. Il programma prevede anche una sessione dedicata al confronto sulla carta dei valori, che il sindaco ha definito un oggetto di discussione e non una firma «dentro o fuori».

La presidente di Reggio Children, Maddalena Tedeschi, aveva spiegato che la referente del network aveva garantito la partecipazione e che a ciascun partecipante era stato chiesto un impegno personale contro la violenza e la guerra.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.