Il quiz del Corriere a Capodanno e il peso della storia a Times Square
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Redazione Esteri
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Anche giovedì 1° gennaio 2026, come ormai da tradizione, il Corriere della Sera ha proposto ai suoi lettori l’appuntamento con il quiz quotidiano, invitandoli a mettere alla prova la propria cultura generale su temi che spaziano dallo sport all’attualità. Tra le domande, una riguardava proprio l’origine di una consuetudine globale: l’inizio dei festeggiamenti di Capodanno a Times Square a New York. Quella piazza, del resto, è da oltre un secolo il palcoscenico elettivo per lo scoccare della mezzanotte, un rito collettivo che quest’anno, mentre il presidente Trump è di nuovo alla guida degli Stati Uniti, ha assunto una valenza simbolica particolare, coincidendo con l’avvio delle commemorazioni per il duecentocinquantesimo anniversario della nazione.
La sfera di cristallo e l'ombra di un compleanno complesso
Il cosiddetto "Ball Drop", la discesa della grande sfera luminosa dalla sommità dell’edificio di One Times Square, ha segnato anche l’ingresso nel 2026. Migliaia di persone, noncuranti del freddo, hanno osservato la caduta in sessanta secondi della Constellation Ball, una struttura di oltre tre metri e mezzo ricoperta da migliaia di cristalli e luci a LED. Subito dopo, come riportato dalle cronache, il simbolo si è riacceso nei colori della bandiera americana, mentre coriandoli rosso, bianco e blu invadevano la folla. Un momento di puro patriottismo, quello descritto, che sembra però scontrarsi con una riflessione più profonda sulla storia del paese. Alcuni osservatori, infatti, pongono l’accento sulla difficoltà di celebrare un compleanno nazionale così importante in un periodo di profonde divisioni, suggerendo come le ferite del passato e del presente possano persino "infettare" l’atmosfera delle ricorrenze.
Tra musica e memoria: il contesto di una celebrazione
Il contorno dello spettacolo, che ha incluso l’esibizione di Tones and I con una cover del brano "Imagine" di John Lennon, ha offerto il consueto mix di intrattenimento e momenti di riflessione. La scelta del repertorio musicale, per alcuni versi, potrebbe essere letta come un tentativo di alleggerire il peso di una commemorazione percepita come tutt’altro che semplice. L’America, come sottolineato da alcune analisi, sembra non trovare requie né nel presente né in una rilettura del proprio passato, avvicinandosi a questo giro di boa con una consapevolezza diversa, forse più amara, rispetto ai decenni precedenti. Una complessità che i fuochi d’artificio e i giochi di luce, per quanto spettacolari, faticano a nascondere.




