Il ritorno di Kratos nell’era greca, ma con un sistema di combattimento completamente rivisto: la trilogia originale di God of War, quella che ha segnato l’infanzia videoludica di milioni di giocatori tra PlayStation 2 e PlayStation 3, si rifarà il trucco e lo farà in maniera piuttosto radicale, se le indiscrezioni raccolte nelle ultime ore dovessero trovare conferma nei fatti.
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Redazione Scienza e Tecnologia
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A gettare un piccolo, grande sasso nello stagno ci ha pensato Christopher Judge, l’attore che dal 2018 presta volto e voce al Kratos norreno dei due capitoli più recenti, quello del 2018 e di Ragnarök. Durante un incontro con i fan al Fan Expo Vancouver, Judge, intervistato dallo YouTuber Fuzhpuzy, ha lasciato cadere alcune dichiarazioni destinate a far discutere, prima che il video finisse nel dimenticatoio del web per poi essere ripreso e amplificato dai principali portati di settore -1-2. L’attore ha parlato del progetto di remake della trilogia ambientata in Grecia, e le sue parole delineano un’operazione che sembra andare ben oltre una semplice rimasterizzazione in 4K.
Il punto centrale dell’intervento di Judge, e che sta facendo più rumore nella comunità dei giocatori, riguarda il cuore pulsante dell’esperienza ludica: il combat system. Secondo quanto riportato, il rifacimento dei primi tre capitoli non si limiterà a riproporre il classico sistema di combattimento hack and slash che ha reso celebre la serie all’epoca, ma introdurrà qualcosa di nuovo -1-6. Parlando con i presenti, Judge avrebbe chiarito che non si tratta di un reboot, bensì di un'operazione che vedrà l'implementazione di tecnologie moderne e, appunto, di un nuovo sistema per combattere, probabilmente più in linea con le meccaniche fluide e over the shoulder viste nei titoli più recenti firmati Santa Monica Studio -2-7. Una scelta, questa, che se confermata rappresenterebbe una rivisitazione sostanziale dell’opera originale, adattando la furia del Fantasma di Sparta ai canoni del action design contemporaneo.
Il ritorno di una voce storica e i tempi di un'annuncio
Parallelamente alla rivoluzione annunciata per il combat system, un'altra notizia emersa dalle dichiarazioni di Judge ha riempito di gioia i fan della prima ora. L'attuale interprete di Kratos ha infatti confermato che non presterà la sua voce per i remake, e che al suo posto tornerà colui che ha dato i primi, iconici ringhi allo spartano: TC Carson. Carson fu la voce originale di Kratos nei tre capitoli della saga greca, e il suo ritorno è un segnale di rispetto e continuità che difficilmente passerà inosservato, un ponte gettato tra il passato e un futuro che guarda al passato con occhi nuovi.
Judge, inoltre, non si è limitato a parlare del progetto che non lo vede direttamente coinvolto. Ha infatti lanciato un indizio temporale preciso per quanto riguarda i suoi prossimi impegni con Sony, dichiarando che probabilmente si saprà qualcosa di più su ciò che lo riguarda verso la fine dell’estate -1-2. Un annuncio, questo, che ha alimentato le speculazioni su un possibile nuovo capitolo della serie o su un progetto parallelo, forse quella nuova proprietà intellettuale di cui si mormora da tempo e che potrebbe vedere la luce nel prossimo futuro -6.
Un’accoglienza spartana per l’ultimo nato in casa Sony
Mentre l’attenzione dei media è catalizzata dal futuro della serie principale, il presente di God of War si chiama Sons of Sparta, il Titolo action-platform a scorrimento laterale, in pieno stile metroidvania, che Sony ha deciso di pubblicare a sorpresa durante l’ultimo State of Play per celebrare il ventennale del franchise. L’operazione nostalgia, però, non ha sortito l’effetto sperato. Il gioco, sviluppato in collaborazione con Mega Cat Studios e incentrato sulla gioventù di Kratos e del fratello Deimos, sta infatti raccogliendo voti e commenti piuttosto tiepidi da parte della critica internazionale.
Al momento in cui si scrive, Sons of Sparta si attesta su una media del 68 su Metacritic, un punteggio che lo pone in fondo alla classifica dell’intera serie, persino al di sotto di capitoli un tempo considerati minori come Ascension -3. Le recensioni parlano di un prodotto ben confezionato e tecnicamente dignitoso, ma che non brilla per originalità e fatica a coinvolgere, risultando forse troppo “spartano” nelle sue ambizioni -3-8. Una partenza in sordina per un esperimento che prova a espandere la lore del personaggio, ma che sembra aver deluso le aspettative di chi si attendeva qualcosa di più epico.




