Militari con Vannacci, il caso del tenente Belfiori e gli accertamenti della Procura militare

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un tenente dell'Aeronautica Militare, in servizio presso l'aeroporto di Villafranca di Verona, si trova al centro di un procedimento della Procura militare di Roma. Antonsergio Belfiori, 49 anni, originario di Cagliari e segretario nazionale del Sindacato Aeronautica Militare, è uno dei militari il cui nome figurerebbe nell'esposto presentato dal Sindacato dei Militari.

L'iniziativa, che ha portato all'avvio di accertamenti preliminari da parte dei magistrati guidati dal procuratore Marco De Paolis, mira a fare luce sulla posizione di appartenenti alle Forze Armate che potrebbero aver assunto incarichi o ricoperto ruoli all'interno di Futuro Nazionale, il movimento politico fondato dal generale Roberto Vannacci.

La difesa del tenente Belfiori e la solidarietà interna

Belfiori ha risposto alle sollecitazioni della stampa e alle questioni sollevate dall'inchiesta, rivendicando la correttezza del proprio operato e la piena consapevolezza dei limiti imposti dal Codice dell'ordinamento militare. In una nota, il tenente ha dichiarato di aver sempre agito «a titolo personale, da libero cittadino, fuori dal servizio», specificando di essersi presentato alle iniziative politiche in abiti civili, senza mai coinvolgere la sigla sindacale che rappresenta o il contesto militare.

Belfiori ha spiegato di aver costituito il comitato di Villafranca di Verona alla fine di marzo, quando Futuro Nazionale era ancora in fase costituente, e di non aver mai ricoperto incarichi direttivi all'interno del partito. A difenderlo è intervenuto pubblicamente anche Stefano Valdegamberi, consigliere regionale del Veneto e responsabile Enti locali per il Triveneto di Futuro Nazionale, il quale ha parlato di una «polemica strumentale» e ha confermato che Belfiori si è sempre presentato come libero cittadino.

L'esposto alla Procura e il nodo della neutralità militare

Le verifiche della Procura militare sono partite da un esposto del Sindacato dei Militari, depositato il 30 agosto, volto ad accertare l'eventuale sussistenza di fatti di competenza della magistratura militare riguardanti persone a essa sottoposte. L'attenzione è concentrata sulla presunta partecipazione di militari in servizio ad attività politica, un aspetto che tocca il delicato principio di neutralità delle Forze Armate.

Secondo quanto riportato, la Procura starebbe verificando se due militari in servizio, entrambi esponenti di sindacati di categoria, attraverso la loro attività abbiano svolto anche funzioni politiche all'interno del partito, violando i doveri di imparzialità. Il tenente Belfiori ha respinto le accuse, definendo l'esposto «fortemente strumentale» e inserito in un clima di «crescente demonizzazione» del partito, e ha espresso piena fiducia nella magistratura, certo che verrà fatta chiarezza.

La posizione di Vannacci: l'intervento a Cernobbio e le difese legali

Il leader di Futuro Nazionale ha commentato la vicenda con toni duri, definendo l'inchiesta «ridicola» e «fantascientifica». A margine del forum TEHA di Cernobbio, Vannacci ha dichiarato di non essere preoccupato, sottolineando che le indagini riguardano elementi che non sono né il partito né lui stesso, e ha liquidato le accuse sulla ricostituzione del partito fascista come infondate, alla luce della legge Scelba.

A sostegno di questa tesi si è espresso anche il legale del generale, l'avvocato Giorgio Carta, il quale ha sostenuto che nei fatti descritti non sussiste alcuna fattispecie di reato, né comune né militare, e che l'eventuale questione potrebbe al più avere un profilo disciplinare. Il difensore ha inoltre sottolineato l'assenza di una norma che vieti espressamente a un militare di assumere un incarico in un partito, essendo il divieto frutto di un'interpretazione giurisprudenziale.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ricordato il principio del garantismo, specificando che si tratta di accertamenti preliminari, non di un'indagine penale formalizzata.

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