Papa Francesco elegge 21 nuovi cardinali nel suo decimo concistoro
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Redazione Interno
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CITTÀ DEL VATICANO - Papa Francesco, nonostante un vistoso ematoma sotto il mento causato da una contusione avvenuta venerdì mattina, ha presieduto serenamente il suo decimo concistoro in Piazza San Pietro, durante il quale ha creato 21 nuovi cardinali. Tra questi, cinque sono italiani, tra cui monsignor Angelo Acerbi, originario di Sesta Godano, classe 1925, che ha avuto l'onore di aprire la cerimonia. Non si vedeva un porporato nativo della diocesi di Luni, poi della Spezia, di Sarzana e Brugnato, da quasi due secoli.
Durante l'omelia, il Santo Padre ha esortato i nuovi cardinali a essere "testimoni di fraternità, artigiani di comunione e costruttori di unità", citando il "guazzabuglio del cuore umano" di manzoniana memoria e facendo riferimento alla sua ultima enciclica, "Dilexit nos". Ha sottolineato l'importanza di tornare al cuore per rimettersi sulla strada di Gesù, invitando a guardarsi dalla "seduzione del potere" e a essere costruttori di unità.
Il collegio cardinalizio, sempre più espressione delle "periferie" del pianeta, riflette una Chiesa meno eurocentrica e occidentale, attenta al Sud del mondo. Tra i nuovi cardinali, don Mimmo Battaglia, che ha sottolineato l'importanza dell'avventura della strada, della gioia dell'incontro con gli altri e della cura verso i più fragili, elementi che devono animare il servizio dei cardinali.
Papa Francesco, con il suo sguardo rivolto a coloro che provengono da storie e culture diverse, ha ribadito che il Signore chiama i cardinali a essere testimoni di fraternità, artigiani di comunione e costruttori di unità.




