Il vino bianco di Rimini conquista le rotte aeree, mentre l’aeroporto di Firenze vola alto agli Europei dell’aviazione
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Redazione Economia
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Non capita tutti i giorni che una piazza medievale si trasformi nel salone di un aeroporto internazionale, eppure è proprio ciò che è accaduto martedì 19 maggio a Rimini. La serata di gala di Routes Europe 2026 – il più influente appuntamento mondiale per compagnie aeree, aeroporti e destinazioni turistiche – si è tenuta nella suggestiva cornice della Piazza dei Sogni (allestita per l’occasione in piazza Malatesta), portando in tavola, o meglio, sotto i riflettori, i prodotti tipici dell’Emilia-Romagna. A farla da padrone, tra i piatti elaborati da ristoranti del calibro di Abocar, Marè, Quarto piano e Piadineria la Lella (con la partecipazione di Casa Artusi), c’è stato un vino in particolare: La Rebola, il bianco firmato dai produttori di Rimini Doc. Un protagonismo, quello enologico, che ha trasformato un semplice dinner event in una vetrina di eccellenza territoriale, dimostrando come la filiera agroalimentare locale sappia ritagliarsi il suo spazio persino in un contesto dominato da logiche di connettività aerea e sviluppo delle rotte.
Le Mariette, da Casa Artusi al centro dell’Europa delle rotte
Se il vino ha conquistato i palati dei delegati internazionali, l’identità culturale romagnola ha fatto altrettanto con la sua capacità di attrazione. La kermesse, che dal 18 al 20 maggio ha trasformato la riviera in un crocevia continentale per l’aviazione, ha visto emergere come uno snodo nevralgico lo spazio espositivo di Casa Artusi, l’istituzione forlimpopolese dedicata al padre della cucina italiana. A renderlo ancora più peculiare è stata la presenza dell’associazione delle Mariette, un elemento identitario che ha funzionato da calamita per operatori e addetti ai lavori, offrendo loro qualcosa di più di un semplice incontro di business: un’immersione, per quanto fugace, nelle tradizioni gastronomiche e sociali del territorio. La regione, insomma, ha saputo giocarsi le sue carte migliori senza bisogno di scenografie patinate, puntando su quella che i romagnoli chiamano “sostanza”.
Praga vola più in alto di tutti, ma l’Italia non è da meno
L’attenzione, però, non poteva che concentrarsi anche sui numeri e sui premi. I Routes Europe Awards 2026, consegnati il 19 maggio sempre nel contesto riminese, hanno riportato al centro della discussione il tema della crescita e dell’innovazione nel trasporto aereo. A dominare la classifica generale è stato l’Aeroporto di Praga (PRG), capace di aggiudicarsi non solo il titolo di migliore scalo dell’anno, ma anche la vittoria nella sua specifica categoria, quella riservata agli aeroporti con un traffico compreso tra 5 e 20 milioni di passeggeri. Un riconoscimento, quest’ultimo, che certifica una strategia di sviluppo aggressiva e ben calibrata, premiata direttamente dai competitor del settore.
Il “Vespucci” di Firenze, un trionfo votato dalle compagnie
Ma l’orgoglio tricolore arriva da un altro scalo, decisamente più piccolo ma non per questo meno ambizioso. L’Aeroporto “Amerigo Vespucci” di Firenze si è infatti aggiudicato il Routes Europe Award 2026 nella categoria dedicata agli aeroporti con meno di 5 milioni di passeggeri all’anno. La particolarità di questo premio, che lo rende forse più prestigioso di altri, risiede nel suo meccanismo di assegnazione: a decretare il vincitore non è una giuria di tecnici o una commissione politica, ma lo stesso mercato, ovvero le compagnie aeree e gli operatori del comparto. Un attestato che arriva direttamente dai clienti veri dell’infrastruttura, insomma, e che vale doppiamente per uno scalo come quello fiorentino, storicamente alle prese con limiti strutturali e dibattiti accesi sul suo ampliamento.




